Garlasco, l’inchiesta è chiusa: “Fu Andrea Sempio a uccidere Chiara”. I carabinieri contro Marco Poggi: “È ostile”

“Si è provveduto, in data odierna, a notificare l’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis nei confronti di Andrea Sempio”.

Con questa nota il procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone ha annunciato la fine della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007. Per gli inquirenti a uccidere la 26enne Chiara Poggi è stato Andrea Sempio.

Marco Poggi e Andrea Sempio in una foto dell'epoca
Garlasco, l’inchiesta è chiusa: “Fu Andrea Sempio a uccidere Chiara”. I carabinieri contro Marco Poggi: “È ostile” (ANSA FOTO) – Notizie.com

La Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, a poche ore dalle ultime convocazioni del diretto interessato e dei testimoni Marco Poggi, fratello della vittima, e Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara. L’indagine è durata esattamente un anno e quattro mesi, e restituisce una ricostruzione alternativa alle sentenze di condanna per Alberto Stasi.

Sempio è accusato di omicidio volontario pluriaggravato da “crudeltà” e “motivi abietti” per aver ucciso Chiara Poggi in più fasi con “almeno 12 colpi” in preda “all’odio” causato dal “rifiuto del “suo approccio sessuale“. Lei ha provato a difendersi. Lui l’avrebbe colpita “reiteratamente” in testa fino a farle perdere i “sensi” e causarne la morte sulle scale della cantina. Napoleone invierà gli atti alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni.

Garlasco, emerse alcune intercettazioni captate dalle microspie dei carabinieri

Bisogna ricordare che nelle scorse ore sono emerse alcune intercettazioni captate dalle microspie dei carabinieri mentre l’indagato era da solo in auto. Per la Procura nel soliloquio Sempio avrebbe ammesso di aver guardato dei video intimi di Chiara e Alberto che si trovavano in una cartella protetta del pc di casa Poggi. Per la difesa, però, non si tratterebbe altro che di un commento ad un podcast che Sempio stava ascoltando in auto.

Nelle accuse ci sono anche decine di “conversazioni” intercettate dalla Procura di Brescia nel fascicolo che vede accusato di corruzione in atti giudiziari l’ex procuratore aggiunto, Mario Venditti, con l’ipotesi di aver “ricevuto una somma indebita di denaro” per circa “20/30mila euro” per “favorire Sempio” chiedendone l’archiviazione nel 2017 nel primo procedimento.

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I legali di Andrea Sempio stanno lavorando per recuperare il podcast che il 38enne stava ascoltando in auto quando una microspia dei carabinieri registrò alcune frasi ritenute cruciali dalla Procura di Pavia.

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In 16 pagine è riassunto un elenco di beni sottoposti a sequestro nel comando provinciale dei carabinieri di Milano di via Moscova: bloc-notes, fogli A4, agedine e manoscritti, numerosi dispositivi informatici che sono stati sequestrati all’indagato, ai genitori, Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, agli amici Roberto Freddi, Mattia Capra, al padre del defunto Michele Bertani, e alla trasmissione televisiva Le Iene.

Tra le cose sequestrate ai genitori c’è una nota del Nucleo investigativo di Milano, datata 7 luglio 2020 in fotocopia, con timbro di ricezione della Procura di Pavia del 9 luglio 2020 con un appunto scritto: “Già stato audito ma i carabinieri si sono dimenticati di chiedere a Sempio dove fosse la mattina dell’omicidio“. In particolare il sequestro riguarda una cartella denominata Garlasco contenente tre sottocartelle denominate Export, Giorno 1 e Giorno 2.

Marco Poggi ai carabinieri: “Mi state influenzando”

Il Tg1, intanto, ha anticipato che i carabinieri non hanno gradito la “costante difesa d’ufficio di Andrea Sempio” da parte di Marco Poggi, fratello della vittima, che nelle carte viene definito “ostile” agli investigatori. “Io capisco che fate il vostro lavorole parole di Poggi durante il primo interrogatorio del 20 maggio 2025 – però in questa situazione mi state influenzando”.

Oggi, intanto, si è riunito con Sempio il pool difensivo: gli avvocati Liborio Cataliotti, Angela Taccia,tutti i consulenti per decidere la strategia. Lui “ha dato una spiegazione convincente“, ha fatto sapere Cataliotti, della “captazione ambientale” in auto del 14 aprile 2025 che sembrerebbe suggerire che abbia visto i video intimi di Chiara Poggi con Alberto Stasi su un “cellulare”.