Terremoto in Venezuela, doppia scossa di magnitudo 7.2 e 7.5: centinaia di morti e feriti, si temono migliaia di vittime

Due potenti terremoti in sequenza hanno colpito al largo della costa del Venezuela: le magnitudo registrate sono 7.2 e 7.5.

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha affermato che le scosse hanno causato danni in diversi Stati. I terremoti hanno danneggiato gravemente il principale scalo del Paese, l’aeroporto internazionale Simón Bolívar, al punto da causarne la chiusura.

Terremoto in Venezuela, si scava tra le macerie
Terremoto in Venezuela, doppia scossa di magnitudo 7.2 e 7.5: centinaia di morti e feriti, si temono migliaia di vittime (ANSA FOTO) – Notizie.com

Il bilancio delle vittime dei due terremoti che hanno colpito il Venezuela è al momento di 164 vittime accertate, mentre almeno 971 persone sono rimaste ferite, secondo il bollettino ufficiale diffuso dalla presidente. Il timore è che le vittime siano molte di più. Le due fortissime scosse ravvicinate hanno infatti causato danni enormi in più località: a La Guaida sono crollate decine di edifici. I soccorritori si stanno affannando per scavare e cercare superstiti tra le macerie. Al momento non ci sono conferme di italiani tra le vittime.

Esortiamo la popolazione a mantenere la calma“, ha detto Rodríguez, che ha anche chiesto a tutti gli operatori sanitari del paese di presentarsi negli ospedali per assistere i feriti. Nello stato di Falcon, il governatore Victor Clark ha dichiarato che 32 persone sono state portato in ospedale e che, a più di quattro ore dal terremoto, 15 persone erano ancora intrappolate.

L’Us Geological Survey (Usgs) inizialmente aveva indicato una magnitudo di 7.1 per il primo terremoto, poi rivista a 7.2, con epicentro a ovest della località di Morón, situata lungo la costa caraibica del paese, a circa 168 chilometri a ovest di Caracas. Il sisma ha avuto una profondità di 22 chilometri. L’Usgs ha poi segnalato un terremoto ancora più forte, di magnitudo 7.5, appena un minuto dopo.

Edifici crollati, pali della luce abbattuti e detriti bloccano le strade

Il secondo terremoto ha avuto una profondità di 10 chilometri e il suo epicentro si trovava a 16 chilometri a sud-ovest di Morón. I terremoti, tra i più forti che abbiano colpito il Venezuela in oltre un secolo, si sono verificati poco dopo le 18 ora locale. Gli abitanti della capitale Caracas hanno evacuato gli edifici che oscillavano. Colonne di polvere si potevano vedere anche in due quartieri della capitale, dove ristoranti e altre attività commerciali sono solitamente affollati.

Edifici crollati, pali della luce abbattuti e detriti bloccano le strade. Alcune zone della capitale sono rimaste senza corrente e senza segnale per i cellulari. “È iniziato dolcemente e poi è gradualmente aumentato, e alla fine siamo dovuti uscire tutti di casa, andare fuori e riunirci“, ha detto Hector Ricci, residente di Caracas.

Terremoto Venezuela, si scava tra le macerie
Edifici crollati, pali della luce abbattuti e detriti bloccano le strade (ANSA FOTO) – Notizie.com

Il Ministro dell’Interno Diosdado Cabello ha parlato di “situazioni allarmanti” con case ed edifici crollati. “Comprendiamo la disperazione, ma stiamo agendo secondo i protocolli per attivare gli aiuti e le operazioni di soccorso per aiutare coloro che ne hanno più bisogno”, ha detto Cabello. Il Ministro ha anche esortato la popolazione a rimanere all’aperto poiché le scosse di assestamento potrebbero danneggiare ulteriormente alcune strutture.

La leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado, in esilio dopo aver lasciato il Venezuela a dicembre, ha usato X per inviare preghiere e augurare forza ai venezuelani. “Che la forza, la serenità e la solidarietà prevalgano tra noi di fronte a questo momento difficile”, ha scritto su X. Il presidente di El Salvador Nayib Bukele ha espresso solidarietà al Venezuela, affermando che il cuore del suo Paese “è con il popolo venezuelano in questi momenti difficili”.

La presidente Rodríguez: “Dichiaro lo stato di emergenza”

Alcuni edifici a Manaus, Belém e Macapá, nell’Amazzonia brasiliana, sono stati evacuati. Le scosse sono state avvertite anche nelle regioni caraibiche e nord-orientali della Colombia, ma non sono stati segnalati danni o feriti. La costa caraibica non è a rischio di tsunami. I forti terremoti sono insoliti in Venezuela. Sebbene il Paese si trovi vicino a diverse faglie, la sua posizione a cavallo tra le placche sudamericana e caraibica rende i terremoti molto meno comuni rispetto ad altre parti dell’America Latina.

“La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. – ha detto la presidente – Il primo messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro. Non ci sarà scuola nei prossimi giorni: abbiamo attivato le operazioni di salute pubblica. Siamo vicini a chi ha perso propri cari. Chiediamo calma e unità alla popolazione. Dichiaro lo stato di emergenza: ringrazio i governi che si sono offerti per dare aiuto, Usa, Cuba, Gb, Brasile Messico, Onu“.