Sangue cordonale per i neonati prematuri: il nuovo percorso avviato in Sicilia

È partito all’Ospedale Barone Romeo di Patti, nel Messinese, un nuovo percorso clinico dedicato ai neonati prematuri. L’iniziativa riguarda l’impiego di concentrati eritrocitari derivati da sangue cordonale per il supporto trasfusionale dei piccoli pazienti ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale.

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Il percorso, avviato nell’ambito del progetto BSCS-01, nasce dalla collaborazione tra l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Patti, il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale della stessa struttura e la Banca regionale del sangue cordonale di Sciacca.

Per la sanità siciliana è un passaggio significativo: secondo quanto comunicato dall’ASP di Messina, è infatti la prima volta nell’Isola che una banca cordonale, una Terapia Intensiva Neonatale e un servizio di Medicina Trasfusionale collaborano concretamente all’interno di un percorso di questo tipo.

Il progetto BSCS-01

Il progetto è promosso dalla Banca regionale del sangue cordonale di Sciacca, istituita presso l’Unità Operativa Complessa di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Giovanni Paolo II.

Il percorso coinvolge diverse professionalità e strutture sanitarie. Per la Banca cordonale i referenti sono il dottor Pasquale Gallerano, direttore dell’UOC di Medicina Trasfusionale e della Banca cordonale, e la dottoressa Giusi Tancredi, responsabile della Qualità e del Laboratorio.

A Patti il progetto coinvolge invece l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, diretta dalla dottoressa Caterina Cacace, e il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, diretto dal dottor Gaetano Crisà.

L’obiettivo del percorso riguarda il supporto trasfusionale dei neonati prematuri, una categoria di pazienti particolarmente fragile e sottoposta a cure altamente specialistiche.

Il sangue cordonale

Il progetto si concentra sui concentrati eritrocitari ottenuti dal sangue cordonale. Il sangue cordonale viene raccolto al momento della nascita e può essere destinato a differenti utilizzi sanitari secondo specifici percorsi di raccolta, conservazione e controllo. Nel progetto avviato a Patti viene utilizzato come fonte per concentrati di globuli rossi destinati al percorso trasfusionale dei neonati prematuri.

La nota dell’ASP di Messina presenta l’iniziativa come un esempio di integrazione tra strutture differenti, con l’obiettivo di costruire una rete assistenziale dedicata ai pazienti più piccoli.

La rete sanitaria

Il punto centrale dell’iniziativa è proprio la collaborazione tra strutture.

La Banca regionale del sangue cordonale di Sciacca mette in rete le proprie competenze con la Terapia Intensiva Neonatale e il servizio trasfusionale dell’ospedale di Patti.

La rete sanitaria – notizie.com

Una collaborazione interaziendale che consente di collegare la fase legata alla disponibilità del materiale biologico con quella assistenziale e trasfusionale.

Per l’ASP di Messina, il progetto rappresenta quindi un esempio concreto di Sanità pubblica organizzata attraverso una rete di competenze.

La Direzione strategica dell’Azienda, composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta e dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi, sottolinea il valore dell’iniziativa per il rafforzamento della rete dedicata ai neonati prematuri.

Perché è importante

I neonati prematuri rappresentano una delle categorie più delicate nell’ambito dell’assistenza ospedaliera. Le loro condizioni richiedono percorsi altamente specializzati e un’integrazione costante tra competenze neonatologiche, trasfusionali e di laboratorio.

In questo contesto, l’avvio del progetto BSCS-01 introduce un percorso che punta a mettere a disposizione dell’UTIN di Patti un’opportunità assistenziale ulteriore, attraverso una collaborazione strutturata con la Banca regionale del sangue cordonale.

La nota dell’ASP evidenzia inoltre il valore della ricerca clinica e dell’innovazione organizzativa come strumenti per sviluppare percorsi assistenziali sempre più appropriati e sicuri.

Prima volta in Sicilia

L’elemento che rende particolarmente significativo l’avvio del progetto è la dimensione regionale.

L’ASP di Messina sottolinea infatti che si tratta della prima concreta collaborazione in Sicilia tra una Banca cordonale, una Terapia Intensiva Neonatale e un Servizio di Medicina Trasfusionale nell’ambito di questo percorso.

Il modello mette quindi in comunicazione Patti e Sciacca, collegando strutture con competenze differenti. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete capace di sostenere percorsi assistenziali avanzati per i neonati ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale.

Ricerca e innovazione

L’avvio del BSCS-01 si inserisce nella strategia dell’ASP di Messina orientata alla ricerca clinica, all’innovazione organizzativa e alla collaborazione tra strutture sanitarie.

«Investire nella ricerca clinica e nell’innovazione significa garantire cure sempre più appropriate, sicure e personalizzate, soprattutto nei confronti dei pazienti più fragili», sottolinea la Direzione strategica dell’Azienda.

Il progetto rappresenta dunque un passaggio che va oltre la singola struttura ospedaliera. La sua caratteristica principale è la costruzione di un percorso condiviso, nel quale competenze diverse vengono messe in relazione per offrire ai neonati prematuri nuove possibilità assistenziali.

L’avvio a Patti segna così l’inizio di una collaborazione che coinvolge professionisti, servizi e strutture differenti, con il neonato prematuro al centro del percorso.