In Tennessee la cinquantenne Christa Pike si trova intubata e priva di conoscenza in un ospedale dell’area di Nashville dopo essere sopravvissuta alla sua stessa esecuzione.
Nella camera della morte dell’istituto penitenziario gli esecutori l‘hanno punta almeno sette volte con gli aghi prima di somministrarle due dosi di pentobarbital, provocando la rottura delle vene e il filtraggio della sostanza caustica nei tessuti con gravi ustioni alle braccia. Di fronte al secondo fallimento in quattro mesi, il governatore Repubblicano Bill Lee ha sospeso tutte le esecuzioni previste nello Stato per il resto dell’anno.

I dettagli emersi dal ricorso d’emergenza depositato dai legali della condannata delineano una catena di errori procedurali commessi durante la somministrazione del farmaco mortale.
“Apparentemente in nessun momento alcun membro della squadra di esecuzione si è reso conto che le linee endovenose non erano posizionate correttamente – hanno denunciato gli avvocati di Christa Pike nell’atto giudiziario – o che le vene erano esplose e che il pentobarbital stava entrando, in tutto o in parte, nel corpo della signora Pike“.
Il quadro dei precedenti fallimenti nel sistema giudiziario del Tennessee
Invece di correggere il malfunzionamento, il personale penitenziario ha preparato e iniettato una seconda dose di riserva della medesima sostanza corrosiva.
“Penso che si debbano individuare persone migliori per eseguire queste condanne – ha dichiarato il senatore statale repubblicano Joey Hensley, medico di base – poiché dubito che siano addestrate adeguatamente per intervenire su pazienti difficili“. L’episodio ha mostrato l’assenza di competenze mediche tra gli operatori, lasciando la donna con ustioni e vesciche sulle braccia.

La vicenda di Christa Pike rappresenta il secondo tentativo fallito negli ultimi quattro mesi per il Tennessee, che dal 2022 ha eseguito appena quattro delle oltre 140 condanne a morte statunitensi. All’inizio dell’anno le autorità avevano dovuto fermare l’esecuzione di Tony Carruthers dopo aver cercato invano di inserire la cannula nel braccio sinistro, nella mano e persino nel piede. Nel 2022 il governatore Lee aveva interrotto l’esecuzione di Oscar Smith per la mancata verifica dei farmaci, avviando un’indagine condotta dall’ex procuratore Ed Stanton che ha rivelato l’assenza di formazione sanitaria per gli esecutori e il mancato rispetto dei protocolli sulle tossine.
“Il Tennessee ha gestito così male le esecuzioni – ha affermato la professoressa di diritto Corinna Lain dell’Università di Richmond – che due persone quest’anno sono sopravvissute alla propria condanna a morte“. Nel frattempo gli avvocati difensori evidenziano un aumento della segretezza attorno alle procedure. “Penso che questo fornisca agli Stati la certezza – ha spiegato Jordan Steiker, codirettore del Capital Punishment Center dell’Università del Texas – che anche adottando scorciatoie sia improbabile un intervento dei tribunali“.





