Diciannove anni dopo la mattina del 13 agosto del 2007, la cittadina di Garlasco torna a stringersi attorno al ricordo di Chiara Poggi. Oggi, una messa di suffragio per la giovane uccisa a 26 anni nella villetta di famiglia in via Pascoli. 
Ogni anno oggi Garlasco si riunisce in chiesa per commemorare Chiara, ma quest’anno il 13 agosto non è solo il giorno dell’anniversario della sua morte. Siamo infatti nel momento – forse – più delicato dell’intera storia giudiziaria che dopo tutti questi anni presenta ancora tanti punti di domanda.
Come tutti sappiamo c’è una sentenza definitiva che attribuisce l’omicidio ad Alberto Stasi, condannato a 16 anni per aver ucciso l’allora fidanzata. Ma la Procura di Pavia nel 2026 ha costruito un nuovo quadro accusatorio completamente diverso, che indica Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara e 19enne all’epoca dei fatti, come autore del delitto. Sempio respinge le accuse e la sua responsabilità è oggetto di un procedimento ancora nella fase delle indagini.
Quel 13 agosto 2007
Era una mattina come tante d’estate e Chiara stava trascorrendo alcuni giorni da sola nella villetta di famiglia mentre i genitori e il fratello Marco erano in vacanza in Trentino. A trovare il suo corpo fu Alberto Stasi, sulle scale che conducevano alla cantina.
La giovane era stata colpita ripetutamente con un oggetto contundente mai identificato. A dare l’allarme fu Stasi e fin da subito gli investigatori sembrarono non avere dubbi: era lui il colpevole. Il giovane venne assolto due volte, una in primo grado nel 2009 con rito abbreviato, e la seconda nel 2011 in Appello.
Nel 2013 però la Cassazione annullò il verdetto e dispose un nuovo giudizio. L’Appello bis si concluse a dicembre 2014 con la condanna a 16 anni, che diventò definitiva il 12 dicembre 2015. Stasi si è sempre detto innocente.
Il nome di Andrea Sempio
Andrea Sempio era un amico di Marco Poggi, fratello della vittima, e all’epoca frequentava spesso la casa di famiglia. Fu indagato per la prima volta tra il 2016 e il 2017, dopo gli approfondimenti promossi dalla difesa di Stasi sul materiale genetico recuperato sotto le unghie di Chiara. Il procedimento fu archiviato anche se i pm dell’epoca considerarono alcuni elementi, intercettazioni incluse, in senso favorevole nei suoi confronti. 
Il caso è stato riaperto a marzo 2025, dopo che i legali di Stasi hanno depositato una nuova consulenza sull’utilizzabilità del profilo genetico estratto dalle unghie della vittima e sulla sua compatibilità con Andrea Sempio. La Procura di Pavia ha affidato una verifica al proprio consulente ed ha avviato nuovi accertamenti, seguiti da un maxi incidente probatorio.
Secondo la genetista Denise Albani, il profilo del cromosoma Y rilevato sui reperti delle unghie potrebbe essere compatibile con la linea genetica paterna di Sempio. La stessa perizia però ha anche messo in evidenza forti limiti scientifici.
La nuova accusa della Procura
Il 7 maggio 2026 la Procura di Pavia ha notificato a Sempio un avviso di conclusione delle indagini. L’ipotesi formulata dai pubblici ministeri Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza attribuiscono a Sempio l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
Secondo la ricostruzione della Procura, Chiara avrebbe rifiutato le avances dell’amico del fratello, scatenando così la sua ira. L’aggressione sarebbe poi proseguita con almeno 12 colpi alla testa e al volto. Sempio si è avvalso della facoltà di restare in silenzio durante l’interrogatorio del 6 maggio e la sua difesa sostiene con forza la sua estraneità ai fatti. 
Gli Inquirenti hanno messo insieme il profilo genetico, la cosiddetta impronta 33, alcune telefonate arrivate a Chiara nei giorni precedenti, lo scontrino di un parcheggio a Vigevano che Sempio portò ai carabinieri molto tempo dopo la morte di Chiara e che potrebbe essere falso. Ci sono poi alcune intercettazioni e il fatto che Sempio fosse passato fuori da casa Poggi il pomeriggio dopo il delitto.
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La famiglia Poggi, attraverso i suoi legali ha ribadito la fiducia nella magistratura ma allo stesso tempo considera gli elementi contro Sempio insufficienti a riscrivere l’esito del processo.
Le indagini continuano
Dopo l’avviso di conclusione indagini, la Procura ha deciso di svolgere altri accertamenti sulla base di diverse consulenze tecniche da parte della difesa di Andrea Sempio, ora al vaglio degli esperti. La fine delle indagini è prevista per il 28 settembre 2026.
Lo psichiatra forense Roberto Catanesi è stato chiamato a valutare se Sempio fosse incapace di intendere e di volere in quel periodo. L’indagato non si è sottoposto all’esame, quindi il consulente lavorerà sul materiale disponibile.
Cosa può accadere ora
Entro il 28 settembre la Procura dovrà terminare gli accertamenti tecnici ed eventualmente procedere verso una richiesta di rinvio a giudizio. A quel punto un giudice valuterebbe la richiesta e stabilirebbe se aprire o meno un nuovo processo.
Intanto il 13 giugno 2026 Alberto Stasi ha lasciato il carcere di Bollate dopo aver ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Questa misura ovviamente, non ha nulla a che vedere con la sua condanna per omicidio, che resta intatta. Semplicemente, il Tribunale di Sorveglianza ha valorizzato il percorso del detenuto durante la detenzione e la semilibertà.
La possibile revisione per Stasi?

Giada Bocellari e Antonio De Rensis, difensori di Alberto Stasi, stanno preparando una nuova richiesta di revisione della condanna (la terza, dopo che le prime due si sono concluse senza successo).
Anche la Procura di Pavia ha trasmesso gli atti della nuova indagine alla Procura generale di Milano, sollecitando la stessa cosa. L’eventuale procedimento di revisione sarebbe stabilito dalla Corte d’Appello di Brescia.





