Un blitz istruttorio a poche ore dalla scadenza del 28 settembre travolge la nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, spingendo la Procura di Pavia a sentire “in gran segreto” l’ex generale del Ris Luciano Garofano e gli ufficiali dell’Arma in servizio nel 2007.
I magistrati hanno convocato l’ex comandante – che per un breve periodo è stato consulente della difesa dell’unico indagato Andrea Sempio – per oltre un’ora di testimonianza blindata dal massimo riserbo. Che cosa hanno cercato i pm nelle verifiche scientifiche svolte diciannove anni fa a Garlasco prima di notificare la chiusura delle indagini per omicidio volontario pluriaggravato?

Gli inquirenti pavesi attendono il deposito dell’ultimo approfondimento tecnico dopo aver già acquisito i supplementi di consulenza su impronte, misurazioni fisiche e genetica. Tra gli atti chiave figura l’analisi sulla suola insanguinata di scarpa Frau numero 42 e l’esame antropometrico curato da Cristina Cattaneo per chiarire la disputa sulla taglia del trentottenne, che sosteneva di calzare il 44.
Sul fronte del Dna – andato interamente consumato dopo la perizia del 2014 – resta centrale la relazione depositata dalla genetista Denise Albani. “Su due unghie di Chiara Poggi c’è una traccia mista e parziale – ha concluso la perizia della polizia scientifica – compatibile con la linea paterna dell’indagato ma insufficiente a identificare un singolo soggetto“. La comunità scientifica, infatti, non è in grado di stabilire come, quando e attraverso quale tipo di trasferimento quel profilo si sia depositato.
La consulenza psichiatrica senza colloquio e il nodo della richiesta di processo
A completare il quadro istruttorio manca la quarta relazione, affidata allo psichiatra Roberto Catanesi per stabilire l’effettiva capacità di intendere e volere di Sempio il 13 agosto 2007, l’eventuale pericolosità sociale e la presenza di disturbi psicologici.
L’analisi si baserà esclusivamente su interviste tv, diari e sugli audio registrati dalle cimici dei Carabinieri mentre l’indagato parlava da solo in auto, a causa del suo rifiuto di sottoporsi a visita diretta.

“Confermo l’incontro ma non posso rivelare alcunché – ha dichiarato all’ANSA l’ex generale Luciano Garofano – e non faccio commenti sull’indagine, poi deduca lei, aspettiamo il 415 bis“. Alla notifica dell’atto la difesa avrà venti giorni per depositare i propri contro-elaborati prima che la Procura decida se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.





