“Prendiamo ad esempio l’Italia: 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione Epic Fury (l’operazione militare congiunta lanciata il 28 febbraio 2026 dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, ndr). Si tratta di un numero enorme”.
A dichiararlo è stato, nel corso di un’intervista a Fox News, il segretario generale della Nato Mark Rutte. L’obiettivo del capo dell’Alleanza atlantica era probabilmente quello di rispondere, dati alla mano, alle pressioni del presidente Usa Donald Trump affinché gli alleati aumentino i contributi alla difesa collettiva e sostengano le missioni dell’alleanza, e alla “delusione” del tycoon in merito al mancato sostegno europeo alla missione in Medio Oriente. 
Il risultato, però, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, è stato l’avvio di una tempesta mediatica e politica. Prima delle dichiarazioni di Rutte, infatti, la narrativa era quella di un governo che in un’occasione aveva rispedito al mittente le richieste Usa per l’utilizzo della base di Sigonella per i bombardieri; che aveva assicurato che qualsiasi decisione “operativa” sarebbe passata per il Parlamento; si è scontrato con lo stesso Trump per il mancato sostegno alla causa statunitense ed israeliana in Iran in generale e nella liberazione dello Stretto di Hormuz nello specifico.
A cosa si riferiva dunque Rutte? A spiegarlo è stata la portavoce della Nato Allison Hart: “Il segretario ha sottolineato come gli alleati, Italia compresa, abbiano dato seguito ai loro accordi bilaterali esistenti in materia di basi e sorvoli. Il tipo di supporto a cui si riferiva riguarda la logistica o il supporto tecnico”. Accordi di cui si conoscono da tempo i dettagli: supporto garantito sulla carta da patti decennali, ma non in caso di raid programmati contro altri Paesi, com’è stato nel caso dei bombardieri diretti in Iran che avrebbero voluto utilizzare Sigonella.
“Un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati”
C’è da dire, comunque, che nel caso di un conflitto come quello in Medio Oriente il confine si fa assai labile. Dunque, nonostante le precisazioni di Hart, il seme del sospetto è germogliato assai in fretta. “Sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un’approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto”, hanno fatto sapere dal Ministero della Difesa.
Ciò che avviene ogni giorno, insomma, è che l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Ovvero, azioni offensive che utilizzano la forza per causare danni materiali, distruzione o vittime. “Rutte poteva informarsi”, ha aggiunto laconicamente il Ministro della Difesa Guido Crosetto. Come già accennato, però, le spiegazioni non sono bastate a rasserenare il clima politico.
@notizie.com_official 🔴 Cinquecento aerei militari statunitensi sarebbero decollati dalle basi americane presenti in Italia per sostenere l’operazione Epic Fury contro l’Iran. A rivelarlo è stato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, durante un’intervista all’emittente americana Fox News. #Nato #Aerei #Italia #MarkRutte #Difesa
“Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. – ha dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte – Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all’ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l’economia italiana”.
I capigruppo del M5s nelle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti, hanno affermato: “Lo abbiamo detto denunciando i continui decolli di aerei spia, droni da ricognizione e aerei cargo dell’Usaf e della Us Navy dalle basi di Sigonella e Aviano verso l’Iran e le basi Usa nel Golfo. Le parole di Rutte smontano platealmente la narrativa di Meloni”.





