USA, gli avvocati dell’ex presidente Donald Trump vanno all’attacco: dito puntato contro il governo e non solo
Comunque se ne voglia Donald Trump fa sempre parlare di sé. Nonostante non sia più presidente degli Stati Uniti D’America. Una votazione che, a dire il vero, non ha mai accettato. Tanto è vero che al suo rivale di sempre, Joe Biden, lo ha sempre criticato e promesso che gli darà filo da torcere. Ed è per questo motivo che, il prossimo anno, in vista delle elezioni ha deciso di candidarsi nuovamente per cercare di riprendere il posto che aveva ottenuto, con i voti, alla Casa Bianca. Adesso, però, del noto imprenditore americano si parla anche di altro. Soprattutto per alcune vicende che lo vedono come assoluto protagonista. 
Anche se, in questo caso, ad alzare la voce ci ha pensato direttamente il team della sua squadra di avvocati. Dito puntato, anche in questa occasione, contro il governo colpevole di martoriare e di non lasciare in pace l’ex numero uno del Paese. Questa la nota ufficiale che i legali hanno diramato: “In un processo sui diritti del Primo emendamento, il governo cerca di limitare i diritti del Primo emendamento“. Si tratta di un documento che è stato depositato nell’ambito del processo relativo alle elezioni del 2020 per opporsi a regole più restrittive sulle prove chieste dall’accusa.
USA, gli avvocati di Trump non ci stanno ed accusano il governo
Questo tralcio di documento è stati riportato dalla nota emittente televisiva “CNN“. Un duro comunicato che è continuato in questo modo: “Peggio ancora, lo fa contro il principale oppositore politico della sua amministrazione, durante una stagione elettorale in cui l’amministrazione, membri di spicco del partito e alleati dei media hanno condotto una campagna sull’accusa e hanno proliferato le sue false accuse“. Fino a questo momento, però, non è arrivata ancora alcuna risposta da parte dei vertici alti.

Nel frattempo è stata respinta la denuncia per diffamazione di Trump contro la giornalista E. Carroll. Ricordiamo che quest’ultima lo aveva denunciato per un episodio di stupro. Dopo il processo civile ricordiamo che l’ex presidente americano era stato condannato a 5 milioni di dollari per risarcimento per abuso sessuale e non per stupro come, in un primo momento, aveva dichiarato la giornalista.





