Oltre cento procedure TAVI e decine di riparazioni valvolari mini.invasive in soli sei mesi. La cardiologia del Policlinico di Milano conferma il ruolo di centro d’eccellenza nell’innovazione tecnologica. 
Mono ferite, tempi di recupero rapidi e un approccio alla cura sempre più tecnologico. Il Policlinico di Milano scrive un nuovo capitolo nella storia della medicina cardiovascolare italiana, puntando sulla cardiologia interventistica strutturale. Nei primi sei mesi del 2026, l’ospedale ha effettuato più di cento interventi TAVI, cioè la tecnica che permette di sostituire la valvola aortica tramite catetere, ed oltre trenta riparazioni valvolari antrio.ventricolari, fatte con i dispositivi Clip.
Dalla chirurgia tradizionale all’innovazione mini-invasiva
Fino a pochi anni fa il trattamento delle malattie valvolari cardiache prevedeva quasi sempre il ricorso a un intervento a cuore aperto. Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, il panorama è completamente diverso. La valvola mutata può essere rimpiazzata passando attraverso un catetere introdotto dall’arteria femorale, evitando l’apertura del torace e, in numerosi casi, risparmiando al paziente l’anestesia generale profonda.
“Questo importante traguardo di procedure di TAVI e di Clip, eseguite al Policlinico, rappresenta molto più di un risultato numerico: testimonia la crescita costante della nostra attività cardiovascolare e conferma la volontà di investire in tecnologie avanzate e in percorsi di cura sempre più efficaci e meno invasivi per i pazienti”.
Sono le parole del direttore generale del Policlinico di Milano Matteo Stocco. Il beneficio per il paziente è immediato: un impatto fisico minore, ricoveri brevi e un ritorno alla vita normale più veloce.
La nostra sfida non è aumentare semplicemente il numero delle procedure, ma offrire a ogni paziente la migliore soluzione di cura per le patologie delle valvole cardiache. Ma anche una soluzione meno invasiva e più efficace possibile, per i pazienti non candidabili all’intervento cardio-chirurgico standard”.Il gioco di squadra dietro il successo. 
Il Dipartimento Cardio-Toracico-Vascolare diretto da Stefano Carugo ha saputo fare “sistema”. Cardiologi interventisti, cardiochirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici specializzati, lavorano in sinergia per affrontare casi sempre più complessi, attirando pazienti da ogni parte d’Italia.
L’attività in campi interventistico va oltre le protesi aortiche e si estende al trattamento mini-invasivo dell’insufficienza mitralica e tricuspidale. L’utilizzo di dispositivi all’avanguardia garantisce risultati paragonabili alla chirurgia tradizionale, ma con rischi e disagi drasticamente ridotti.
L’apertura del nuovo Policlinico consentirà un ulteriore salto di qualità grazie a nuove sale di emodinamica, sistemi di imaging di ultima generazione e strumenti sempre più evoluti, supportati anche dall’intelligenza artificiale per la pianificazione degli interventi.
Con questi dati e l’expertise dell’intero team del dipartimento di cardiologia, il Policlinico di Milano conferma un percorso di crescita che punta su innovazione, lavoro di squadra e cure sempre più personalizzate.





