“Approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali’’.
È quanto si legge in una nota del Consiglio dei ministri, che conferma che dalla mezzanotte del 28 luglio fino al 6 agosto 2026 il gasolio alla pompa costerà 17 centesimi in meno. Si tratta di un intervento volto a contrastare il “nuovo incremento dei prezzi dei prodotti energetici impiegati come carburanti”. 
Un incremento causato soprattutto dalla guerra tra Stati Uniti e Iran. Le tensioni in Medio Oriente hanno fatto schizzare alle stelle il prezzo del greggio a causa delle difficoltà nell’attraversare lo Stretto di Hormuz, controllato da Teheran, che fino a prima del conflitto vedeva transitare un quinto del petrolio mondiale.
“Siamo stati il primo Paese in Europa che in Consiglio dei ministri ha approvato un taglio per il diesel di 17 centesimi. – ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Zona Bianca, su Rete 4 – E se questa maledetta guerra fra Stati Uniti e Iran andrà avanti, evidentemente dovremo intervenire anche dopo il 6 di agosto”.
Il decreto riduce di 17 centesimi al litro il prezzo del gasolio
Nel dettaglio, il decreto riduce di 17 centesimi al litro il prezzo del gasolio usato come carburante, tramite una riduzione dell’aliquota di accisa di 14 centesimi e dell’Iva di ulteriori 3 centesimi, per il periodo dal 30 luglio al 6 agosto 2026. Analoga riduzione sarà prevista anche per i giorni 28 e 29 luglio con decreto ministeriale adottato ai sensi dell’articolo 1, commi 290-292 della legge 24 dicembre 2007, n. 244’.
Per lo stesso periodo, la stessa aliquota si applica ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti. Inoltre, è prorogato a tutto il mese di luglio 2026 il credito d’imposta riconosciuto in favore dell’autotrasporto, commisurato alla maggiore spesa sostenuta per l’acquisto del gasolio rispetto al prezzo del mese di febbraio 2026. 
Il taglio, tra accise mobili e Iva, è il risultato del combinato tra il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri (anche con altri 100 milioni per l’ex Ilva per completare il percorso di cessione) e un decreto interministeriale di Mef e Mase, secondo l’accelerazione dettata venerdì da Giorgia Meloni nell’incontro con il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
La premier ha rivendicato sui social la misura (solo sul diesel questa volta), consapevole che “non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione“. Una misura che, come puntualizzato da Giorgetti, costa “attorno ai 125 milioni di euro“, che “per pochi giorni” sono “cifre molto, molto rilevanti“. Per le coperture è stato valutato e poi escluso l’aumento delle accise sui tabacchi.
È uno sconto “deludente e insufficiente” secondo il Codacons, che stima “un risparmio sul pieno di gasolio pari a 8,5 euro” con il prezzo medio che rimarrà “abbondantemente sopra i 2 euro al litro“. Per l’Unione nazionale consumatori “non scontare la benzina è vergognoso“. Critiche anche le opposizioni. Per il Partito democratico il governo “procede per approssimazioni successive, senza una strategia chiara”. “È il nulla mischiato al niente”, ha attaccato il Movimento 5 stelle.





