Rimpatriati con un volo charter diretto organizzato dall’Italia: nelle scorse ore 32 stranieri di nazionalità nigeriana hanno fatto ritorno a Lagos, nel proprio Paese d’origine.
L’operazione è stata effettuata nell’ambito delle iniziative realizzate nella cornice europea e con il coordinamento dell’agenzia Frontex. All’operazione hanno aderito, quali Stati membri Ue, Cipro, Irlanda e Polonia. 
A bordo del charter, come già accennato, erano presenti 32 stranieri di nazionalità nigeriana, di cui 18 espulsi dall’Italia, 7 da Cipro, 6 dall’Irlanda e 1 dalla Polonia. Gli espulsi erano scortati da personale specializzato. Il volo è partito dallo scalo aereo di Trieste, dove sono stati imbarcati 9 stranieri trattenuti al Cpr di Gradisca d’Isonzo.
In seguito, il velivolo ha fatto scalo all’aeroporto di Roma Fiumicino per consentire l’imbarco dei restanti stranieri provenienti dai Cpr di Bari, Brindisi, Palazzo San Gervasio Potenza e Roma, oltre a quelli accompagnati dagli altri Stati membri partecipanti. Gli stranieri rimpatriati hanno pregiudizi di polizia e precedenti penali, in materia di stupefacenti e reati contro il patrimonio.
L’accordo sulle minacce transfrontaliere che interessano l’Unione europea
L’operazione è stata resa possibile anche grazie all’ottima collaborazione con l’Ambasciata della Nigeria a Roma, che favorisce l’identificazione dei propri cittadini mediante intervista consolare nelle strutture carcerarie e di trattenimento. Le operazioni di rimpatrio con il volo charter organizzate dall’Italia verso la Nigeria salgono a 5 nel 2026; le stesse hanno consentito l’allontanamento complessivo di 182 stranieri.
Nel corso del 2025 erano state portate a termine 6 operazioni, sempre con voli charter, che hanno consentito il rimpatrio di 153 cittadini nigeriani. Bisogna ricordare che il 16 luglio scorso Europol e Frontex hanno firmato un nuovo accordo di lavoro, rafforzando la cooperazione tra le due agenzie nella lotta alle minacce transfrontaliere che interessano l’Unione europea. 
Il nuovo accordo sostituisce quello firmato nel 2015 e riflette i mandati notevolmente ampliati che entrambe le agenzie hanno ricevuto negli ultimi anni. Stabilisce un quadro di cooperazione aggiornato che rafforza lo scambio sicuro di informazioni, anche a fini operativi, consentendo a Europol e Frontex di fornire un supporto ancora più efficace agli Stati membri dell’Ue.
“Le reti criminali – ha commentato Jürgen Ebner, direttore esecutivo ad interim di Europol – non distinguono tra sicurezza delle frontiere e applicazione della legge: sfruttano ogni vulnerabilità che riescono a trovare. Pertanto, le informazioni raccolte alle frontiere esterne dell’Ue possono fornire il primo segnale di attività criminali o terroristiche. Lavorando più a stretto contatto con Frontex, Europol può supportare gli Stati membri dell’Ue nell’individuazione, nell’indagine e nello smantellamento delle reti che si celano dietro a tali attività”.





