“La situazione a Ceuta è assolutamente inaccettabile. La massiccia violazione del confine, che rappresenta sia il confine spagnolo sia il confine esterno dell’Unione europea, richiedono una risposta ferma, decisa ed efficace”.
A parlare è Javier Zarzalejos (Ppe, Spagna), presidente della Commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento europeo. 
Secondo Zarzalejos quando “60mila persone, in una città di soli 84mila abitanti, entrano illegalmente a Ceuta, non possiamo semplicemente attribuire la colpa all’azione di reti criminali di contrabbando. Dobbiamo comprendere appieno come questo processo abbia potuto svilupparsi e portare alla situazione a cui assistiamo oggi”.
Bisogna ricordare che a Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino, si è verificata nelle scorse ore una gravissima crisi migratoria. Decine di migliaia di persone hanno attraversato il confine dal Marocco, mettendo sotto forte pressione le autorità locali. Molti migranti sono entrati via terra e via mare, e nel tentativo di raggiungere l’enclave si sono registrate anche numerose vittime.
L’Italia ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna
Nelle ore successive migliaia di persone hanno fatto ritorno in Marocco, mentre Spagna e Marocco hanno avviato un coordinamento per gestire l’emergenza. L’Italia dal canto suo ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna. Parliamo dell’area che comprende 29 stati europei, i quali hanno abolito le frontiere interne. Per un mese non ci sarà più il regime di libera circolazione ma la polizia di frontiera in porti e aeroporti effettuerà verifiche sui cittadini extraeuropei provenienti dal Paese iberico.
Un provvedimento che per la premier Giorgia Meloni Serve serve a “tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra nazione“. Il risultato è stato una crisi diplomatica con Madrid, da dove il primo ministro Pedro Sanchez ha notato che “solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto per i Trattati Ue no”. 
Da Bruxelles hanno fatto sapere che “l’Unione europea si è dotata di una legislazione migratoria solida e chiara attraverso l’entrata in vigore del Patto sulla migrazione e l’asilo. Tutti gli Stati membri, Spagna compresa, devono attuare pienamente tale legislazione, utilizzare appieno tutti gli strumenti disponibili ai sensi del diritto dell’Ue, compreso l’impiego di Frontex offerto dalla Commissione europea, e garantire il rimpatrio effettivo di tutti coloro che, in base al diritto dell’Unione europea, non hanno diritto legale di soggiornare nel territorio dell’Unione europea”.
“Accolgo con favore – ha concluso il presidente Zarzalejos – l’offerta della Commissione europea di un ulteriore sostegno a livello Ue, anche attraverso Frontex. Incoraggio il governo spagnolo a utilizzare appieno le risorse disponibili tramite l’Unione europea per affrontare la situazione che ha messo a dura prova le capacità dell’amministrazione spagnola, chiaramente impreparata a un tale numero di arrivi”.





