A 13 anni spruzza dello spray al peperoncino sul volto della propria professoressa, ferendola poi con un coltello mentre tentava di filmare la scena in diretta streaming.
È quanto accaduto a Roma poco prima delle 10 del mattino, nelle aule del plesso di via Giovanni Gussone della scuola media Giovanni Verga a Centocelle. L’aggressione, avvenuta durante la lezione davanti agli altri alunni, è stata fermata dall’intervento decisivo di un compagno di classe che ha bloccato il ragazzo. 
La docente, soccorsa e trasportata in codice giallo all’ospedale Vannini in stato di choc, non risulta in pericolo di vita. L’episodio ha scatenato l’immediato allarme tra i residenti del quartiere romano, attirati dall’arrivo delle sirene e dei mezzi di soccorso. I carabinieri della Stazione Roma Centocelle sono intervenuti nell’istituto a seguito della chiamata al 112, bloccando il tredicenne nell’edificio scolastico.
Gli investigatori hanno avviato le prime ricostruzioni per chiarire se la trasmissione video sul canale social collegato tramite lo smartphone fosse effettivamente avviata o se si sia trattato soltanto di un tentativo di ripresa durante una videochiamata.
Il giovane aggressore è stato condotto presso la caserma dell’Arma
Al termine dei primi rilievi, il giovane aggressore è stato condotto presso la caserma dell’Arma accompagnato dai propri genitori. Gli agenti hanno posto sotto sequestro il telefono cellulare dell’alunno per esaminare accuratamente la traccia multimediale dell’aggressione e verificare i contenuti visionati dal ragazzo prima del gesto. Tra le ipotesi investigative figura la potenziale influenza esercitata sul tredicenne dalla frequenza di circuiti e piattaforme con contenuti ad alto tasso di violenza.
Sulla vicenda è intervenuto direttamente il Ministero dell’Istruzione per valutare i risvolti disciplinari e le cause del comportamento del minore. “Dalle prime informazioni, ancora da confermare – si legge in una nota del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara – il giovane avrebbe ripreso in video il gesto e potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda l’influenza dei social e di siti violenti a cui si sarebbe avvicinato negli ultimi tempi“. 
Il rappresentante del dicastero ha sollecitato un cambio di rotta normativo a livello europeo e nazionale per tutelare la comunità scolastica e il personale docente. “Oltre alla educazione al rispetto e alla conoscenza dei rischi connessi alla rete – spiega il Ministro Giuseppe Valditara – occorre impedire ai minori di 15 anni l’accesso a social e canali pericolosi“. Il titolare dell’Istruzione ha richiamato il Kids Act della Commissione Ue e la necessità di ripristinare il rispetto delle regole nelle aule: “Si devono stabilire regole chiara – aggiunge la nota ministeriale – e al tempo stesso ripristinare la disciplina, perché chi sbaglia deve pagare”.
L’aggressione ha riaperto il dibattito istituzionale sull’imputabilità dei minori sotto i 14 anni, categoria di cui fa parte l’aggressore della scuola Verga che non risulta imputabile per legge. “L’aggressione di un’insegnante da parte di uno studente 13enne – dichiara il deputato di Forza Italia Tullio Ferrante – rappresenta un episodio di gravità inaudita e impone misure concrete per arginare la violenza minorile“.
“Esprimiamo la nostra vicinanza alla docente”
Il sottosegretario al Mit sollecita la rapida approvazione del disegno di legge d’iniziativa parlamentare: “È urgente che il Parlamento approvi la proposta della collega Marta Fascina – sottolinea il sottosegretario Tullio Ferrante – che prevede l’abbassamento dell’imputabilità a 13 anni per allineare il nostro ordinamento a quello di molti altri Stati“.
Di segno opposto la valutazione giunta dalle rappresentanze degli studenti locali in merito alle risposte da dare al disagio giovanile. “Esprimiamo la nostra vicinanza alla docente – si legge in una nota della Rete degli studenti medi del Lazio – ma un episodio così grave deve farci interrogare sulla violenza sempre più dilagante“. La rete studentesca rifiuta la linea della criminalizzazione indicata da alcune forze politiche, evidenziando la necessità di impiegare strumenti culturali, educativi e di ascolto all’interno degli spazi scolastici per affrontare il disagio e prevenire i fenomeni di violenza.





