Maturità 2026, l’allarme dei tutor: uno studente su tre soffre di attacchi di panico per l’ansia da esame

Ansia da prestazione, paura del colloquio orale, timore di non essere all’altezza e difficoltà nel sostenere il carico delle ultime settimane.

È in questo modo, secondo l’indagine effettuata dalla piattaforma LeTueLezioni, che gli studenti italiani si avvicinano all’Esame di Stato 2026. Il dossier è stato elaborato sulla base delle informazioni provenienti da 200 tutor.

Maturità 2026, ansia da prestazione
Maturità 2026, l’allarme dei tutor: uno studente su tre soffre di attacchi di panico per l’ansia da esame – Notizie.com

I dati emersi dalle recenti indagini – ha commentato Romano Pesavento, presidente del Coordinamento nazionale Docenti della disciplina dei Diritti umani (Cnddu) – sul rapporto tra adolescenti, scuola e performance delineano infatti una realtà che appare ormai come il sintomo evidente di una fragilità generazionale alimentata da profonde trasformazioni culturali e sociali”.

Il 40% dei tutor riferisce che gli studenti affrontano il tema dello stress già dal primo incontro, mentre il 53% osserva, negli ultimi cinque anni, un aumento di ragazzi che chiedono supporto soprattutto per imparare a gestire l’ansia più che per recuperare lacune didattiche. A confermare la portata del fenomeno intervengono anche altri dati nazionali.

Pesavento (Cnddu): “I dati impongono una riflessione seria”

I dati impongono una riflessione seria sul modello culturale che oggi accompagna la crescita degli adolescenti. – ha continuato Pesavento – Molti studiosi, da Massimo Recalcati a Vittorino Andreoli, fino alle analisi internazionali di Byung-Chul Han e Jonathan Haidt, hanno descritto una generazione esposta a pressioni costanti, aspettative elevate e continua necessità di legittimazione sociale”.

Secondo una rilevazione sulla Maturità 2024, il 92,6% degli studenti dichiara forte preoccupazione in vista dell’Esame e oltre un terzo riferisce episodi riconducibili ad attacchi di panico. Un’altra indagine evidenzia inoltre che l’87% degli studenti associa verifiche e interrogazioni a stati d’ansia persistenti. Il Rapporto AlmaDiploma 2025 conferma infine una crescente richiesta di ascolto e supporto psicologico: il 55,3% dei diplomati vorrebbe affrontare a scuola temi legati al benessere mentale e quasi il 50% chiede strumenti per gestire stress, cambiamenti e fragilità emotive.

Maturità, ansia da prestazione
Pesavento (Cnddu): “I dati impongono una riflessione seria” – Notizie.com

I giovani crescono in un contesto in cui il giudizio è permanente, amplificato dall’iperconnessione digitale e dal confronto continuo con gli altri. In questo scenario, la scuola rischia di trasformarsi, spesso involontariamente, nel luogo in cui non vengono valutate soltanto le competenze, ma la percezione stessa del proprio valore personale. La paura dell’insuccesso scolastico assume così un significato molto più profondo.

Non riguarda esclusivamente il timore di un voto negativo, – ha concluso il presidente Cnddu – ma la possibilità di sentirsi inadeguati, insufficienti, incapaci di rispondere alle aspettative familiari, sociali e personali. È il passaggio, sempre più evidente, da un’ansia legata alla prestazione a una vera e propria ansia identitaria. Quando ansia cronica, insonnia, crisi emotive o attacchi di panico diventano esperienze diffuse e quasi considerate inevitabili, significa che la sofferenza giovanile non viene più riconosciuta come campanello d’allarme, ma assimilata come costo ordinario della crescita e della competizione.

Auspichiamo il rafforzamento stabile degli sportelli psicologici nelle scuole, l’introduzione di percorsi strutturati di educazione emotiva e affettiva, la formazione del personale docente nella lettura del disagio adolescenziale e una riflessione più ampia sui modelli valutativi. La scuola italiana è chiamata oggi a una responsabilità decisiva: formare giovani preparati culturalmente, ma anche emotivamente sostenuti”.