Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito il presidente cinese un amico, ma le sue parole sono parse a molti in netto contrasto con i toni di Xi Jinping.
I media americani hanno infatti riportato che Xi avrebbe aperto l’incontro bilaterale mettendo in guardia da un potenziale conflitto tra Stati Uniti e Cina. L’incontro si è svolto a porte chiuse, ma il governo cinese ha fatto sapere che Xi ha avvertito Trump che non gestire correttamente Taiwan potrebbe portare a “conflitti”. 
I leader si sono incontrati per circa due ore. Ci si aspetta che la visita di tre giorni di Trump abbia un valore simbolico rispetto a questioni chiave come il commercio, la guerra in Iran e le relazioni di Washington con Taiwan. Trump ha comunque elogiato Xi, mentre il leader cinese ha affermato che Stati Uniti e Cina dovrebbero essere partner piuttosto che rivali.
Il tono severo di Xi sarebbe stato in netto contrasto con Trump, che ha aperto l’attesissimo vertice elogiando la sua controparte cinese e dichiarando che “è un onore essere tuo amico“. I leader rimarrebbero, quindi, distanti su questioni spinose tra cui la guerra in Iran, le controversie commerciali e il rapporto di Washington con Taiwan.
Trump ha detto di Xi: “Sei un grande leader”
Secondo un comunicato pubblicato su X dal portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, Xi avrebbe detto a Trump che “la questione di Taiwan è la questione più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Se gestita correttamente, la relazione bilaterale godrà di una stabilità complessiva. Altrimenti, i due Paesi avranno scontri e persino conflitti, mettendo a grave rischio l’intera relazione”.
Il presidente repubblicano ha detto di Xi: “Sei un grande leader. A volte alla gente non piace che lo dica, ma lo dico comunque, perché è vero“. Nel suo discorso di apertura, Xi Jinping ha assunto toni più cupi, esprimendo la speranza che Stati Uniti e Cina possano evitare un conflitto, pur affermando che la storia e il mondo si interrogano “se i due Paesi riusciranno a superare la ‘trappola di Tucidide’ e a forgiare un nuovo modello per le relazioni tra le grandi potenze”. 
Il leader cinese ha utilizzato un termine diffuso negli studi di politica estera, riferendosi all’idea che quando una potenza emergente minaccia di soppiantare una potenza consolidata, il risultato è spesso la guerra. “La cooperazione avvantaggia entrambe le parti, mentre il confronto le danneggia entrambe. – ha affermato Xi – I due Paesi dovrebbero essere partner piuttosto che rivali, raggiungere insieme il successo e perseguire la prosperità comune, tracciando un percorso corretto per le relazioni tra le grandi potenze nella nuova era”.
Xi aveva già menzionato la trappola di Tucidide in relazione alle relazioni tra Stati Uniti e Cina , fin dal 2014. Il leader cinese l’ha inclusa nei suoi messaggi al predecessore di Trump, il presidente democratico Joe Biden, nel 2022 e nel 2024. L’incontro si è tenuto nella Grande Sala del Popolo, un imponente edificio in piazza Tiananmen che ospita il Parlamento cinese.
Il presidente repubblicano e Xi hanno visitato il Tempio del Cielo
Il presidente repubblicano e Xi hanno poi visitato il Tempio del Cielo, un complesso religioso risalente al XV secolo, e Trump avrebbe dovuto partecipare a un banchetto di stato con Xi. La Casa Bianca ha insistito sul fatto che Trump non avrebbe intrapreso il viaggio senza l’obiettivo di ottenere risultati prima della partenza, suggerendo che potrebbero esserci annunci in arrivo sul commercio.
I funzionari dell’amministrazione Trump vogliono anche lavorare per istituire un Board of Trade con la Cina per affrontare le divergenze commerciali tra i due Paesi. Ma nessuna delle due parti ha ancora offerto dettagli concreti su cosa potrebbe scaturire dalla visita di tre giorni, in un momento in cui gli stretti legami economici di Pechino con l’Iran potrebbero complicare la situazione. 
La guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran ha portato alla chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz, bloccando petroliere e navi cisterna e causando un’impennata dei prezzi dell’energia, minacciando la crescita economica globale. A Washington, la situazione politica legata alla guerra si è ulteriormente complicata. I repubblicani al Senato hanno nuovamente bloccato la legislazione democratica per porre fine alle ostilità in Iran, ma la senatrice repubblicana dell’Alaska Lisa Murkowski si è opposta al suo partito, diventando la terza repubblicana al Senato a votare contro la continuazione della guerra.
La Cina è scontenta dei piani statunitensi di vendere armi all’isola. L’amministrazione Trump ha approvato un pacchetto di armi da 11 miliardi di dollari per Taiwan. Trump ha anche dimostrato una maggiore ambivalenza nei confronti di Taiwan, un approccio che solleva interrogativi sulla sua possibile disponibilità a ridurre il sostegno alla democrazia dell’isola. Trump ha anche portato con sé in Cina un gruppo di leader aziendali statunitensi.





