Chi sono i vip e i grandi imprenditori finiti nel database degli spioni: l’inchiesta di Napoli che fa tremare i palazzi del potere

Una vera e propria agenzia di intelligence parallela e oscura. Un’altra, dopo gli scandali dei dati rubati dei mesi scorsi.

Proprio con una di quelle inchieste, la vicenda di Napoli è collegata: uno degli indagati è già stato coinvolto nel caso Equalize sul quale sono al lavoro i pm della Procura di Milano. Stavolta, però, inquirenti ed investigatori guidati dal procuratore capo partenopeo Nicola Gratteri potrebbero aver scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora.

Dati rubati, la conferenza stampa a Napoli
Chi sono i vip e i grandi imprenditori finiti nel database degli spioni: l’inchiesta di Napoli che fa tremare i palazzi del potere (ANSA FOTO) – Notizie.com

La maxi-ordinanza di custodia cautelare è composta da circa 1900 pagine e contiene, oltre ai nomi di decine di indagati, i nomi dei vip spiati come il cantautore Alex Britti, l’attrice e conduttrice televisiva Lory Del Santo, l’ex portiere dell’Inter Alex Cordaz, l’allora calciatore brasiliano Julio Cesar e lo stilista d’alta moda Alberto Del Biondi. Ma tra i nomi dei personaggi noti spiati compaiono vertici di aziende farmaceutiche, imprenditori, un componente del board di Leonardo, manager di Generali e appartenenti a famiglie nobiliari.

Un vero e proprio traffico, un market clandestino di informazioni riservate con tanto di prezzario, dai 6 ai 25 euro. L’operazione della squadra mobile della Questura partenopea, scattata nei giorni scorsi nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno, ha portato a 85 indagati totali e 29 misure cautelari eseguite. Nei confronti di dieci persone è arrivata la sospensione dall’esercizio della pubblica funzione o servizio per sei mesi.

È stato disposto un sequestro preventivo di beni per circa 1,3 milioni di euro

È stato disposto un sequestro preventivo di beni per circa 1,3 milioni di euro. Agli indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo alle banche dati, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Dietro le sbarre sono finiti Giovanni Maddaluno (sostituto commissario della squadra mobile di Napoli), Mattia Galavotti, Giuseppe Picariello e Giuseppe Emendato. Uno degli indagati, Giuliano Schiano, era già stato coinvolto nell’inchiesta Equalize.

A capo dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, Galavotti, originario di Ferrara, socio della società Sole investigazioni e sicurezza e Picariello, ritenuto socio di fatto della stessa società, tramite la compagna Maria Rosaria Cantiello, anche lei indagata.

Dati rubati, conferenza stampa a Napoli
È stato disposto un sequestro preventivo di beni per circa 1,3 milioni di euro (ANSA FOTO) – Notizie.com

È stata quindi svelata una sistematica compravendita di dati sensibili. Informazioni acquisite illecitamente da chi, al contrario, avrebbe dovuto proteggerle: non solo esponenti infedeli delle forze dell’ordine, ma anche funzionari corrotti dell’Agenzia delle Entrate e direttori di filiale di Poste Italiane. Gli investigatori hanno tracciato oltre 730mila accessi abusivi ai sistemi informatici pubblici riconducibili solo a due degli agenti di polizia coinvolti.

Le carte dell’indagine mostrano una vera e propria galassia di utilizzatori finali, un network in cui gli operatori privati si scambiavano dati a seconda dei canali di approvvigionamento disponibili.

Tutti i manager e gli imprenditori spiati

Tra i manager e imprenditori spiati: Walter Bertin, fondatore dell’azienda farmaceutica Labomar, rappresentante legale di diverse holding evice presidente dell’associazione degli industriali del Veneto; Claudio De Nadai, membro del cda Labomar e con ruoli in Confindustria Veneto; Raffaella Luglini, a capo dell’ufficio sostenibilità di Leonardo indicata come membro del board del gruppo attivo nel settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza; Giovanni Mercadini, fondatore dell’istituto Bancario Credito di Romagna; Giorgio Cociani, indicato come manager di Generali Italia e Generali business solution; l’Associazione Consiglio supremo dell’Islam, con il rappresentante legale Ghazi Shwandy.

Gli inquirenti continuano il lavoro su migliaia di codici fiscali da mettere in chiaro, contenuti in supporti e database sequestrati durante le indagini e durante la maxi operazione di ieri che ha riguardato diverse province italiane. Un lavoro che servirà anche a individuare altre vittime dello spionaggio realizzato con la disponibilità, data in cambio di denaro, da pubblici ufficiali e dipendenti pubblici infedeli.

Le informazioni illecitamente esfiltrate dai sistemi informatici protetti da misure di sicurezza da parte dei componenti dell’organizzazione, oltre ad essere vendute a clienti diretti delle agenzie di investigazioni private, venivano reimmesse sul mercato e cedute ad altri imprenditori operanti nello stesso settore, che le avrebbero a loro volta vendute ai propri clienti.