Sospesi i lavori di recupero dei corpi in Papua Nuova Guinea dopo la drammatica frana che ha colpito il paese in questi giorni
Lo scorso 24 maggio la Papua Nuova Guinea, stato a sud-ovest del Pacifico, è stata travolta da una notizia disastrosa. Un’enorme frana ha colpito una delle zone della Nazione causando un numero ingente di vittime. Sono almeno 2.000 le persone coinvolte nel disastro naturale, ma il timore è che i dati possano continuare a salire con il passare dei giorni. A pagare le conseguenze più drastiche è stato un villaggio della provincia di Enga, nell’area centrale del paese. Qui una sezione del monte Mungalo è crollata intorno alle 3 del mattino, spazzandolo via quasi completamente. 
A rendere noti i numeri e a fornire aggiornamenti sui danni causati è stato il centro nazionale per la gestione dei disastri naturali tramite una lettera inviata all’ufficio delle Nazioni Unite della capitale Port Moresby, visionata dall’Afp. Questi hanno anche lanciato un appello agli aiuti internazionali, chiedendo aiuto per scongiurare nuovi sviluppi: “La situazione è ancora instabile perché la terra continua a muoversi, è un pericolo per soccorritori e sopravvissuti“. Proprio i soccorritori sono impegnati da giorni in una lotta contro il tempo. La speranza di trovare qualcuno vivo sotto alle macerie c’è, ma le ore sono contate. Proprio in questo senso le ultime notizie che giungono dal territorio sono drammatiche.
I militari fermano le operazioni di salvataggio
I militari presenti hanno affermato che sarà necessario fermare le operazioni fino a data da destinarsi. Questo perché la zona in cui si sta svolgendo il recupero è considerata ancora troppo pericolosa per proseguire. Il rischio è quello di causare una seconda frana e peggiorare ulteriormente le cose. Il maggiore Joe Aku si è assunto la responsabilità di comunicare la decisione: “Tutti i tentativi di recuperare i corpi sono stati annullati a causa del pericolo. Per il momento non possiamo fare altro. In questa fase è troppo rischioso trovarsi nella zona. È la frana peggiore e più grande che abbia mai visto” ha detto.

Fino a oggi, fanno sapere le autorità sanitarie locali, sono solo nove i corpi recuperati. La stima è che siano a migliaia, ma per il momento si tratta solo di calcoli approssimativi e che potranno essere più dettagliati solo quando riprenderanno le operazioni di recupero. Uno stop che complica la sopracitata corsa contro il tempo e che rischia di spezzare le speranze di chi pregava per la salvezza di un parente o di una persona conosciuta. Ogni giorno si attendono nuove comunicazioni, in attesa di un nuovo via che oggi sembrerebbe molto lontano.





