Un’azienda con sede a Berlino ha denunciato la Uefa e il governo belga per contrastare il loro dominio nella rivendita dei biglietti
A Berlino esiste una piattaforma di ticketing, chiamata Ticombo GmbH, che offre la possibilità di acquistare e vendere biglietti. Questa non si limita solo a quelli sportivi o musicali, ma copre ogni tipo di evento pubblico. Si tratta in parole semplici di un rivenditore che, però, con i propri clienti si vanta di offrire un servizio equo, semplice e sicuro. Se si ha un biglietto in eccesso o, comunque, un tagliando che rischia di non essere utilizzato, Ticombo mette a disposizione un portale su cui registrarsi e caricare il file. Questo verrà immediatamente messo sul mercato al prezzo stabilito dal venditore. 
L’acquirente che sogna di poter partecipare a quell’appuntamento per il quale non ha fatto in tempo a comprare i biglietti, ha così il modo di rimediare. Le transazioni e la veridicità del tagliando sono monitorati e certificati dalla stessa applicazione che, allo stesso tempo, dà anche la possibilità di ottenere un rimborso. Una garanzia che ha riscontrato un enorme successo e che in patria gode di un’enorme stima. La serietà e la qualità sono alla base di un lavoro che in pochi realmente conoscevano e che negli anni si è conquistato un ruolo importante almeno a livello Nazionale.
Ticombo fa causa alla Uefa
Di recente, però, il nome di questa piattaforma sta facendo il giro del mondo a causa di alcuni episodi giudiziari che la vedono protagonista. Questi avrebbero avviato, secondo i media locali, due procedimenti legali. Avrebbero, infatti, deciso di portare in tribunale l’UEFA per abuso di posizione dominante e violazione del diritto di concorrenza. La Federcalcio europea possiede il monopolio sulla rivendita dei biglietti per ogni partita riguardante le sue competizioni. Questo limiterebbe notevolmente il lavoro dell’azienda di rivendita, soprattutto in vista degli Europei che si svolgeranno in Germania tra il 13 giugno e il 13 luglio.

L’altro procedimento avviato, invece, si scaglia contro il governo belga. Questi hanno deciso di portarlo davanti alla corte di Bruxelles contestando la legittimità della legge belga che limita la rivendita di biglietti per eventi culturali e sportivi. La difesa di Ticombo ritiene che la legge dello stato violi la normativa europea sulla concorrenza. Così facendo creerebbe un monopolio che danneggerebbe gli interessi degli stessi consumatori. Un binomio, quello tra la Uefa e la legge belga, che inevitabilmente pone dei bastoni tra le ruote a un servizio che fino a oggi ha goduto di enormi apprezzamenti a livello internazionale. Il rischio è che questo possa pagarne pesantemente le conseguenze in un periodo pregno di eventi sportivi.





