Zelensky evidenzia le perdite di vite umane dell’esercito russo e lancia un messaggio pesantissimo ai soldati che hanno invaso l’Ucraina.
Non c’è tregua, e al netto di nuovi negoziati in programma nella giornata di oggi, la situazione nelle principali città invase dalla Russia non sembra per nulla tranquilla. Nella notte nuove bombe sono esplose a Kiev e Kharkiv. Colpite anche scuole ed edifici pubblici in una giornata che sarà caldissima sul fronte della diplomazia. 
Zelensky mette sul tavolo le proprie richieste. Su tutte il cessate il fuoco, mentre gli emissari russi andranno avanti sulla strada per il riconoscimento della Crimea. Accordi difficili da trovare, in un clima in cui il fallimento dei negoziati potrebbe trasformarsi in nuovi attacchi, più brutali e aggressivi.
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Dall’Ucraina denunciano l’utilizzo di bombe termobariche e a grappolo, ma la resistenza va avanti e il bilancio anche nelle truppe russe diventa pesante. I numeri li ha forniti proprio Zelensky nell’ennesimo discorso alla nazione, in cui ha risollevato il morale dell’esercito ma anche lanciato un durissimo messaggio agli invasori.
Zelensky parla all’esercito russo: duro avvertimento

Sarebbero circa 9mila i soldati russi caduti dall’inizio delle ostilità in Ucraina. I numeri li svela Zelensky nel suo discorso all’Ucraina, che oltre ad un incoraggiamento nella resistenza all’invasore, è un durissimo avvertimento a Putin e alle truppe nemiche. All’alba, dopo l’ennesima notte di bombe, le parole di Zelensky hanno aperto una giornata calda sul fronte dei bombardamenti e della diplomazia.
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“Qui non avrete pace – ha dichiarato rivolgendosi ai nemici -, non avrete da mangiare e non avrete un attimo di calma. Ci sarà solo una resistenza così agguerrita che la ricorderanno per sempre”. Secondo il presidente ucraino il morale delle truppe russe è bassissimo. “Ogni giorno vengono fatti prigionieri, hanno anche meno di 20 anni e dico solo una cosa. Non sanno neanche perché sono qui. Chiedete di deporre le armi e fate ritorno in Russia, noi resisteremo”.
Nessuna intenzione quindi di indietreggiare davanti al nemico, sempre più fiaccato dai combattimenti nelle città e ai confini. La parola chiave, fra avvertimenti d esplosioni, è però diplomazia. E la giornata di oggi sarà decisiva in tal senso.





