La società italiana al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni del suo patron. “Ci racconta il falso”. Ecco la spiegazione
La squalifica della Nazionale russa di calcio, quella degli atleti paralimpici russi, che non potranno prendere parte alle Olimpiadi. I club che allontanano sponsor russi e la Uefa che ha chiuso la partnership con la Gazprom. In questi giorni, dopo l’avanzata delle truppe russe in Ucraina e l‘inizio dei conflitti, si sta scatenando il putiferio intorno a tutto ciò che riguarda la Russia. E in Italia non ci siamo fatti mancare anche una polemica sulla pasta.
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Vincenzo Divella, patron dell’omonimo gruppo produttore di pasta ha rilasciato qualche giorno fa un’intervista dove si diceva preoccupato per un carico di grano che rischiava di rimanere bloccato nel porto di Azov al confine fra Russia e Ucraina. Divella precisava che si trattava di 30mila quintali di “grano tenero pregiatissimo, molto proteico, che serve per fare prodotti di pasticceria, acquistato dalla Russia”. “Ho del grano tenero pregiatissimo, molto proteico – ha dichiarato – che serve per fare prodotti di pasticceria, acquistato dalla Russia. Parliamo di 30mila quintali costati circa 1,1 milioni di euro. Senza quello né io né altri, non sono il solo che compra in Russia, possiamo fare i dolci. La questione è che a questo punto non so se mi caricano quel prodotto”.
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Le foto della discordia

Sui social si è scatenato il putiferio. Molti hanno criticato la società italiana, che sui pacchi di pasta scrive: “100% grano italiano”, lasciando intendere che Vincenzo Divella abbia involontariamente ammesso che quanto scritto sui pacchi di pasta non sia vero. Sui social gira una foto in cui vengono messe in evidenza le parole del patron e il pacco di pasta con la scritta al centro della polemica. Domenico Divella, ha voluto spiegare le sue dichiarazioni: “Gira su Facebook da giorni una fake news diffamatoria, facciamo chiarezza. La pasta nel post appartiene alla linea Integrale che è a tutti gli effetti prodotta nella nostra azienda con semola di grano duro 100% italiano. L’articolo a destra si riferisce invece all’importazione dall’est, oggi martoriato dalla guerra, di grano tenero per la produzione di farine per panificazione e pasticceria essendo l’Italia per la maggior parte produttrice di grano duro”. Divella poi aggiunge: “Vi ricordo infine che la legge italiana proibisce la pastificazione con farina di grano tenero. Dispiace vedere gente anche vicina, in un momento così delicato per tutti in cui dovremmo fare rete, continuare ad attaccare una delle aziende storiche del sud Italia. Comunque, ognuno è libero di sprecare improduttivo il suo tempo prezioso”.





