Variante Omicron, il Regno Unito si arrende: “Forse è troppo tardi”

Il Ministro della Salute Sajid Javid rilascia dichiarazioni molto preoccupanti, che creano ulteriori ansie in tutto il Regno Unito

Il ministro della salute del Regno Unito (foto a sinistra) lancia l’allarme sulla variante Omicron

L’enorme diffusione della variante Omicron nel Regno Unito ha fatto aumentare le preoccupazioni e i timori per i tanti contagi che si sono registrati nelle ultime settimane. Problemi che hanno portato al rinvio di diverse gare in Premier League e di numerosi eventi. Il Regno Unito è in ginocchio e le recenti dichiarazioni del Ministro della Salute, portano ulteriori motivi di ansia.

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“Potrebbe essere troppo tardi per rispondere a Omicron” poiché “i casi di questa variante del Covid nel Regno Unito sono già molto diffusi”. Lo sostiene in un editoriale sul Sunday Telegraph, la versione domenicale del giornale conservatore, il ministro della Salute britannico Sajid Javid. “Ci sono ancora molte cose che non sappiamo della variante”, scrive ancora sottolineando che “dobbiamo essere lucidi sulla sfida che Omicron presenta. La nostra strategia da quando è emersa è stata e rimane quella di guadagnare tempo affinché i nostri scienziati possano valutare la minaccia e costruire le nostre difese”.

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E in Italia come viene vissuta la lotta alla variante Omicron? Il nostro Paese si trova “in fase epidemica acuta, caratterizzata da una elevata velocità di trasmissione del virus SarsCoV2 nella maggior parte del paese“. Così la circolare del ministero della Salute: ‘Rafforzamento delle misure organizzative per la gestione dell’attuale fase epidemica’. Nel raccomandare la “tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative per fronteggiare un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria”,la circolare allerta anche rispetto ad “ulteriori impatti epidemiologici ed assistenziali potenzialmente correlati alla maggiore diffusione” della variante Omicron.

In Italia numeri in aumento

Nelle ultime otto settimane si legge nel provvedimento – sul territorio nazionale sono stati registrati rapidi incrementi dell’incidenza, che ha ormai raggiunto i 241 casi/100.000 e del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (9,6%) e nelle aree mediche (12,1%), mentre si mantengono stabilmente e significativamente al di sopra della soglia epidemica sia l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici (1,13) che l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (1,09)”. Alla luce dell’attuale andamento epidemico ed “altresì in considerazione degli ulteriori impatti epidemiologici ed assistenziali potenzialmente correlati alla maggiore diffusione della variante virale B.1.1.529, designata dall’OMS come variante Omicron, le cui caratteristiche in termini di trasmissibilità, gravità della malattia e sensibilità ai vaccini attualmente in uso non sono ancora chiaramente definite – si afferma nella circolare – si ritiene importante raccomandare la tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione da SARS-CoV-2, sia a livello territoriale che ospedaliero, garantendo l’adeguata presa in carico dei pazienti affetti da COVID-19 in relazione alle specifiche necessità assistenziali”.