Caso Eitan, ennesimo colpo di scena: la decisione dei giudici israeliano

I giudici israeliani si sono pronunciati ancora una volta sul caso Eitan. La vicenda sembra essere vicina alla conclusione.

La sentenza sul caso Eitan
Il Tribunale di Israele chiamato a decidere sul caso Eitan (screenshot video YouTube)

Il caso Eitan verso la conclusione? La decisione presa nella serata di giovedì 12 novembre dai giudici israeliani potrebbe portare alla fine di una vicenda che ormai da diverso tempo è ormai sulle pagine di cronaca italiana (e non).

Il Tribunale ha confermato quanto deciso in passato. La custodia del piccolo resta alla famiglia del padre e per questo motivo è stato respinto il ricorso presentato dal nonno materno.

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Una sentenza che conferma le scelte fatte nei giorni scorsi anche se da parte dei giudici l’invito è sempre quello di mantenere buoni rapporti tra le due famiglie e di non far perdere i contatti con i nonni materni. Ma su questo punto si dovrà trovare l’accordo tra i parenti e non sarà semplice visto il duello che c’è stato in queste ultime settimane.

Eitan verso il ritorno in Italia

Tribunale Israele
Il tribunale di Israele (screenshot video YouTube)

Eitan è pronto a tornare in Italia. Dopo i diversi giorni trascorsi in Israele in attesa della sentenza definitiva, i giudici israeliani hanno confermato quanto detto nei giorni scorsi: il piccolo deve rientrare in Italia entro 15 giorni con la zia paterna Aya Biran.

Una decisione che potrebbe mettere la parola fine a questa vicenda, ma l’ultima parola in questo senso spetta alla famiglia materna. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i legali starebbero valutando la possibilità di ricorrere alla Corte Suprema contro la sentenza dei giudici.

La speranza di tutti è naturalmente quella di terminare il prima possibile il processo giudiziario e per farlo il Tribunale ha consigliato a tutti di non perdere i contatti e consentire al piccolo di frequentare anche la famiglia del padre. Su questo, però, i dubbi sono diversi e per questo ci potrebbe essere ancora una nuova sentenza.