La ricostruzione di Amatrice deve “essere ultimata nel più breve tempo possibile“. Nel giorno del decimo anniversario del terremoto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama le istituzioni alla responsabilità di restituire ai territori quella normalità spezzata la notte del 24 agosto 2016. 
Le sue parole arrivano mentre il paese ricorda le vittime e misura la distanza ancora da percorrere. Il rapporto pubblicato dalla struttura commissariale indica per Amatrice un avanzamento complessivo del 40% tra ricostruzione pubblica e privata. Case, ospedale, municipio, chiese e strade restano al centro di numerosi cantieri.
La notte dei rintocchi
La commemorazione è cominciata alle 3.36, la stessa ora della prima scossa, con una fiaccolata silenziosa attraverso la zona rossa e 239 rintocchi di campana. Familiari e cittadini hanno raggiunto il monumento alle vittime nel parco Don Minozzi, passando lungo il nuovo corso costruito attorno alla torre civica rimasta in piedi.
Ad Amatrice è stato proclamato il lutto cittadino. Nel pomeriggio sono previste la deposizione di una corona d’alloro e la messa presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La giornata si chiuderà con il “Requiem Rimembranza” nel campo sportivo.
Papa Leone XIV, durante l’Angelus del giorno precedente, ha rivolto una preghiera alle vittime, alle famiglie e alle comunità coinvolte, chiedendo di continuare a sostenere l’opera di ricostruzione.
La scossa delle 3.36
Il terremoto di magnitudo 6.0 colpì l’Appennino centrale nella notte del 24 agosto 2016. L’area più danneggiata si trovava tra Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, al confine fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
Il bilancio ufficiale della Protezione civile è di 299 vittime, centinaia di feriti e migliaia di persone rimaste senza casa. I soccorritori lavorarono per giorni tra edifici crollati, strade interrotte e frazioni isolate.
Quella scossa aprì una lunga sequenza sismica. Il 26 e il 30 ottobre altri terremoti colpirono il Centro Italia. Il più forte, di magnitudo 6.5, ebbe l’epicentro nell’area di Norcia e aggravò i danni su un territorio di circa ottomila chilometri quadrati.
Le case e le opere ancora da completare
Ad Amatrice sono state accettate 1.510 domande per la ricostruzione privata e costituiti 540 aggregati edilizi. Le case ricostruite e dichiarate agibili sono 247. I contributi concessi ammontano a 679,5 milioni di euro, a fronte di richieste complessive per 1,10 miliardi. 
Gli interventi attivati nei cantieri sono 828: 348 risultano completati e 480 sono ancora in corso. Nel settore pubblico si contano venti interventi tra affidamento, progettazione e lavori.
L’ospedale ha raggiunto una fase avanzata, con l’involucro esterno completato e le attività concentrate su finiture e impianti. Le strutture principali del municipio sono pronte, mentre l’ultimazione è prevista entro la fine del 2026. Restano aperti i cantieri della chiesa di San Francesco e di numerose strade comunali. Corso Umberto I è stato riaperto, consentendo l’avvio dei lavori nella parte settentrionale del centro storico.
Giorgia Meloni riconosce che “troppi rinvii e false partenze” hanno rallentato il percorso e rivendica l’accelerazione degli ultimi anni. I numeri mostrano cantieri finalmente attivi, insieme a una ricostruzione ancora lontana dal traguardo indicato da Mattarella.





