Benzina e diesel, il pieno supera i 100 euro: cosa può accadere dal 25 agosto

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La benzina supera la soglia psicologica dei due euro anche sulla rete stradale nazionale e anche il gasolio sale. I dati del 20 agosto diffusi dall’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit indicano una media self di 2,002 euro al litro per la benzina e di 2,116 euro per il diesel.

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In autostrada si sale rispettivamente a 2,077 e 2,186 euro. Il conto è caro e peserà sui rientri dalle vacanze e sui pendolari. Dal 25 agosto potrebbe arrivare un nuovo aumento per chi guida un’auto diesel, legato alla scadenza dello sconto fiscale.

Quanto costa oggi un pieno da 50 litri

Sulla rete ordinaria, 50 litri di benzina costano in media 100,10 euro. Per la stessa quantità di gasolio servono 105,80 euro. Il diesel richiede quindi 5,70 euro in più a ogni rifornimento completo.

Il conto cresce durante un viaggio in autostrada, dove un pieno da 50 litri arriva a 103,85 euro per la verde e a 109,30 euro per il gasolio. Le cifre derivano dalle medie nazionali in modalità self service, sulla base dei dati Mimit di oggi, 20 agosto. Il prezzo del singolo impianto può essere più basso oppure superare questi valori, soprattutto nelle aree di servizio autostradali, sulle isole e nelle località con una concorrenza ridotta.

Cosa cambia alla scadenza del taglio

Il punto più delicato riguarda il diesel. Il decreto legge del 5 agosto ha introdotto un taglio delle accise di14 centesimi al litro e produce con l’Iva, uno sconto teorico alla pompa di circa 17,1 centesimo. Lo sconto terminerà il 24 di questo mese, salvo proroghe.

Se l’aumento venisse applicato interamente alla pompa, il prezzo medio salirebbe dagli attuali 2,116 euro a circa 2,287 euro al litro. Un pieno da 50 litri costerebbe così 114,34 euro, cioè 8,54 euro in più. In autostrada la spesa potrebbe raggiungere 117,84 euro.

Cosa cambia alla scadenza del taglio (Ansa Foto) – notizie.com

La benzina segue una dinamica diversa, perché l’ultimo intervento riguarda il gasolio. Il superamento dei due euro per la verde deriva quindi dall’andamento del prezzo industriale e della distribuzione, senza un nuovo effetto fiscale collegato alla scadenza del 24 agosto.

Il costo per pendolari e filiera alimentare

Per un pendolare che consuma 50 litri al mese, l’eventuale ritorno integrale dell’accisa vale oltre 100 euro in un anno. Due pieni mensili porterebbero il maggiore esborso teorico a circa 205 euro. A questa spesa diretta si aggiunge il possibile effetto sui prodotti trasportati su gomma.

Il gasolio alimenta camion, furgoni e mezzi utilizzati nella distribuzione. Un aumento stabile accresce i costi per portare alimenti, farmaci e merci dai centri logistici ai negozi. Il trasferimento sui prezzi finali varia in base ai contratti, ai margini delle imprese e alla durata dei rincari. La Cgia ha stimato per il 2026 un maggiore costo complessivo dei carburanti pari a 13,6 miliardi rispetto al 2025, ipotizzando consumi invariati.

Come controllare il prezzo prima di partire

Il portale e l’app Osservaprezzi Carburanti consentono di confrontare i prezzi comunicati dagli esercenti e verificare gli impianti lungo il percorso.

Il passaggio decisivo resta ora la scelta del Governo sulla proroga. Fino a un nuovo provvedimento, la scadenza fissata dalla legge resta il 24 agosto. Il primo effetto potenziale riguarda il diesel acquistato dal 25 agosto, con conseguenze immediate sui pieni e progressive sui costi della distribuzione.