Furto Antonello da Messina, gli errori che potrebbero incastrare la banda

Aggiungi Notizie.com alle fonti di google news

La banda entrata al Museo regionale Accascina di Messina la sera di Ferragosto avrebbe lasciato diverse tracce, ora al vaglio della polizia scientifica per le analisi del caso.

Furto Antonello da Messina, gli errori che potrebbero incastrare la banda (Ansa Foto) – notizie.com

Gli investigatori sono alla ricerca di elementi legati ai responsabili del furto delle quattro tavole di Antonello da Messina. Il procuratore capo Antonio D’Amato ha aperto un’inchiesta contro ignoti per furto pluriaggravato. La Procura segue più direzioni, comprese una possibile complicità interna e la pista mafiosa. Si tratta di ipotesi investigative, prive al momento di riscontri definitivi o responsabilità accertate. Qui le indagini e la dinamica del furto.

Gli errori durante il colpo

L’allarme sarebbe entrato regolarmente in funzione e le telecamere avrebbero ripreso la banda, i cui componenti indossavano caschi integrali. Durante la fuga due pannelli del Polittico di San Gregorio sono stati abbandonati su un muretto esterno. A notarli sono stati alcuni passanti, che hanno chiamato il 112.

Gli specialisti avrebbero repertato più tracce lungo il percorso seguito dai ladri. Andrà poi chiarito come hanno fatto ad entrare, quali oggetti hanno toccato e come sono usciti.

Quali sono le tracce che resistono in un museo affollato

In un luogo aperto al pubblico, impronte e materiale biologico devono essere separati dai visitatori e i dipendenti che ogni giorno lo affollano.

Le impronte possono essere lasciati su superfici normalmente inaccessibili, come l’interno delle teche, supporti delle opere, serrature, infissi, grate piegate e punti di effrazione. Le impronte papillari possono conservarsi anche su vetro, metallo e altre superfici lisce possono conservarsi impronte papillari.

Quali sono le tracce che resistono in un museo affollato (Ansa Foto) – notizie.com

C’è poi il contatto con maniglie, chiusure o attrezzi può lasciare cellule utili per il Dna da contatto. Fibre degli abiti, frammenti di vetro, residui di vernice, segni prodotti dagli utensili e impronte delle calzature possono completare il quadro.

La presenza di una traccia, da sola, indica un contatto e richiede confronti, verifiche sulla contaminazione e una lettura coerente con i filmati. Le immagini possono collegare posizione, orario e movimenti, aumentando il peso di un reperto raccolto in un’area riservata.

Complicità, mafia e vigilanza

Il procuratore D’Amaro ha spiegato che gli inquirenti stanno esaminando i “buchi della vigilanza” e l’eventuale conoscenza interna dei sistemi. La criminalità mafiosa rientra tra le piste valutate per il valore milionario e la difficile collocazione delle opere sul mercato legale.

I quattro custodi presenti quella sera sono in ferie. Dopo la relazione della direttrice Marisa Mercurio partirà un procedimento disciplinare sui ritardi nella reazione all’allarme. La sanzione massima prevista è il licenziamento. L’accertamento amministrativo è distinto dall’inchiesta penale della Procura.