Un pieno da 50 litri costa oggi 104,95 euro sulla rete stradale e sale a 108,65 euro in autostrada. Per un serbatoio da 60 litri servono rispettivamente 125,94 e 130,38 euro. Sono gli effetti concreti del nuovo aumento del gasolio, tornato sui livelli precedenti alle misure varate dal governo sulle accise. 
Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il diesel self-service ha raggiunto una media nazionale di 2,099 euro al litro, rispetto ai 2,093 euro del giorno precedente. In autostrada il prezzo medio è salito a 2,173 euro, contro i 2,170 euro di lunedì.
La benzina self si attesta invece a 1,994 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,073 euro in autostrada. Un pieno da 50 litri costa quindi 99,70 euro fuori dalle autostrade e 103,65 euro lungo la rete autostradale.
Quanto costa oggi un pieno di diesel
Il conto del diesel cambia in base alla capacità del serbatoio e al luogo scelto per il rifornimento. Con il prezzo medio nazionale di 2,099 euro al litro, per 40 litri servono 83,96 euro. La spesa raggiunge 104,95 euro con 50 litri e 125,94 euro con 60 litri.
In autostrada gli stessi rifornimenti costano 86,92 euro, 108,65 euro e 130,38 euro. Fare un pieno da 60 litri lungo la rete ordinaria permette quindi di risparmiare mediamente 4,44 euro rispetto all’autostrada.
L’aumento giornaliero del diesel self è pari a 0,6 centesimi al litro. Su un pieno da 50 litri la differenza rispetto al giorno precedente è di 30 centesimi. Il problema principale riguarda il livello raggiunto dal prezzo, che mantiene la spesa sopra i cento euro per molti automobilisti.
Pendolari, fino a 205 euro al mese
Per un pendolare che percorre 40 chilometri al giorno, considerando 22 giornate lavorative e un’auto capace di viaggiare per 18 chilometri con un litro, il consumo mensile arriva a circa 49 litri. Al prezzo attuale del gasolio la spesa è di quasi 103 euro al mese.
Con una distanza quotidiana di 80 chilometri, il costo sale a circa 205 euro mensili. A questa cifra si aggiungono pedaggi, parcheggi e manutenzione del veicolo. Il caro-diesel pesa soprattutto sui lavoratori che vivono lontano dai principali collegamenti ferroviari e utilizzano l’auto per raggiungere fabbriche, uffici o aree industriali.
Le simulazioni utilizzano il prezzo medio nazionale e un consumo di 18 chilometri al litro. Traffico, stile di guida, modello dell’auto e tipo di percorso possono modificare la spesa reale.
Il costo delle ferie in auto
L’aumento arriva durante il periodo degli spostamenti estivi e dei rientri dalle vacanze. Per percorrere complessivamente mille chilometri con un’auto diesel da 18 chilometri al litro servono circa 55,6 litri di carburante.
La spesa raggiunge 116,61 euro con un rifornimento effettuato sulla rete ordinaria. Utilizzando come riferimento il prezzo autostradale, il conto sale a 120,72 euro. Per le famiglie che viaggiano con auto più pesanti, bagagli e climatizzatore acceso, i consumi possono crescere ulteriormente. 
La differenza tra rete ordinaria e autostrada assume quindi un peso maggiore nei tragitti lunghi. Cercare un distributore fuori dall’autostrada prima della partenza può ridurre il costo complessivo del viaggio, soprattutto con serbatoi di grande capacità.
Trasporti e filiera alimentare
Il diesel è una voce centrale nei bilanci delle imprese di autotrasporto. Un rifornimento da 500 litri costa oggi 1.049,50 euro sulla rete ordinaria e 1.086,50 euro in autostrada, con una differenza di 37 euro.
L’aumento raggiunge così la distribuzione di frutta, verdura, latte, carne e prodotti refrigerati, che richiedono consegne frequenti e mezzi attrezzati. Il carburante incide sui viaggi dai campi ai centri di lavorazione, sui trasferimenti verso i magazzini e sull’ultimo tratto fino ai supermercati.
Un rialzo del diesel produce quindi pressioni sui costi logistici. L’eventuale trasferimento sui prezzi degli alimenti dipenderà dalla durata degli aumenti, dai contratti tra trasportatori e distributori e dalla capacità delle imprese di assorbire le spese.
Gino Sciotto, presidente della Fapi, parla di un dato che «desta forte preoccupazione per famiglie e imprese» e chiede misure specifiche per piccole aziende, autotrasporto e artigianato.
Il 25 agosto scade il taglio delle accise
Il prezzo del gasolio è tornato vicino ai 2,10 euro raggiunti il 4 agosto, giorno in cui il Consiglio dei ministri aveva prorogato lo sconto di 17 centesimi sulle accise. La misura scadrà il 25 agosto.
Un taglio da 17 centesimi equivale, sul piano aritmetico, a 8,50 euro per un rifornimento da 50 litri. L’impatto successivo alla scadenza dipenderà dalle decisioni del Governo, dalle quotazioni del petrolio e dai prezzi internazionali dei prodotti raffinati.
Il Brent, intanto, si muove vicino ai 91 dollari al barile. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se l’aumento alla pompa continuerà e se arriverà una nuova proroga dello sconto.





