Un caffè al giorno costa fino a 551 euro l’anno: la mappa delle città

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La pausa al bancone costa sempre di più. Nel 2026 un caffè espresso al bar arriva in media a 1,29 euro in Italia, 25 centesimi in più rispetto al 2021. Secondo l’elaborazione del Centro di Formazione e Ricerca dei consumi, realizzata con Assoutenti sulla base dei dati Mimit, il rincaro accumulato in cinque anni arriva al 24,2%.

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Dietro la media nazionale si apre però una distanza netta tra le province: a Bolzano servono 1,51 euro, mentre a Messina ne bastano 1,06.

La mappa delle province più care

Bolzano è la città dove il caffè costa di più con il prezzo di 1,51 euro a tazzina, seguita da Pescara a 1,49 euro. La soglia di 1,40 euro viene raggiunta o superata in altre nove province: Ferrara, Belluno, Ravenna, Trieste, Parma, Trento, Padova, Treviso e Udine. In tutto sono quindi undici i territori nei quali la pausa caffè ha ormai un prezzo sensibilmente superiore alla media italiana.

La parte bassa della graduatoria parte da Messina, ferma a 1,06 euro, e Catanzaro, a 1,08. Restano sotto 1,20 euro anche Aosta, Siracusa, Varese, Roma e Pistoia. La differenza tra i due estremi è di 45 centesimi per ogni espresso: una distanza piccola sul singolo scontrino, molto più visibile quando il rito si ripete ogni giorno.

Quanto costa il rito in un anno

Al prezzo medio nazionale, un caffè al giorno richiede 470,85 euro l’anno, circa 39,24 euro al mese. Nel 2021, con una media ricavabile di 1,04 euro, la stessa abitudine costava 379,60 euro: l’aumento annuale arriva a 91,25 euro. Con due tazzine al giorno la spesa sale a 941,70 euro.

La geografia incide parecchio. A Bolzano un espresso quotidiano vale 551,15 euro in dodici mesi; a Messina 386,90 euro. La distanza annuale raggiunge 164,25 euro. Il calcolo considera 365 consumazioni e serve a tradurre il listino in una voce concreta del bilancio personale.

Il confronto con le retribuzioni

Se consideriamo che secondo i dati Inps del 2024, una retribuzione media annua è di 24.486 tra i dipendenti privati con 247 giornate retribuire, una tazzina al giorno tutto l’anno ammonta a una somma pari all’1,9% della retribuzione. Due caffè sfiorano il 3,8%. È un confronto indicativo, basato su una media lorda che comprende carriere e durate lavorative diverse, ma chiarisce il peso cumulato di una spesa minima e frequente.

Il confronto con le retribuzioni – notizie.com

La pressione emerge anche dalla dinamica del potere d’acquisto. Secondo l’Istat, a marzo 2025 le retribuzioni contrattuali reali risultavano ancora inferiori di circa l’8% rispetto a gennaio 2021. Nel primo trimestre 2026, la crescita delle retribuzioni orarie si è fermata al 2,6% su base annua. Il caro-tazzina si inserisce quindi in bilanci familiari già compressi da anni di inflazione.

Napoli tra gli aumenti più forti

La classifica dei prezzi attuali racconta solo una parte del fenomeno. Pescara registra il rincaro più intenso dal 2021, con un +49%, seguita da Parma (+41%) e Bari (+39,5%). Napoli, città nella quale l’espresso conserva un valore sociale fortissimo, sale del 37,8% in cinque anni. Gli incrementi più contenuti si rilevano ad Aosta (+6,7%), poi a Cagliari, Biella e Reggio Emilia, tutte attorno al 15%. Un approfondimento di Notizie.com.

Il divario mostra che il prezzo finale dipende molto dai costi locali. Affitti, energia, personale, servizi e gestione del locale incidono sul conto pagato al bancone e spiegano traiettorie diverse tra città vicine o con abitudini simili.

Perché i listini continuano a salire

Il Crc segnala un calo delle quotazioni internazionali rispetto ai picchi del 2025: il Robusta si colloca attorno a 3.900 dollari a tonnellata, contro i 5.600 dollari raggiunti l’anno scorso, mentre l’Arabica scende vicino a 3,20 dollari per libbra. Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Centro, collega i rincari soprattutto all’energia e ai costi di gestione sostenuti dagli esercenti. Qui l’analisi.

Intanto cambiano i consumi domestici. Assoutenti rileva nel 2026 un aumento del 33% delle vendite di caffè in chicchi, scelto da un numero crescente di famiglie rispetto a capsule e cialde. La prossima verifica riguarderà il comportamento dei clienti: meno passaggi al bar, una tazzina in meno al giorno o una maggiore ricerca dei locali con prezzi più bassi.