Si aggrava di ora in ora il bilancio della sparatoria in Thailandia avvenuta nella mattinata di venerdì 7 agosto in una scuola della provincia di Nonthaburi, alle porte di Bangkok. Il ministro della Salute thailandese ha confermato un bilancio di otto morti, compreso l’autore dell’attacco, e almeno 15 persone ricoverate, due delle quali in condizioni critiche.
Il numero potrebbe ulteriormente cambiare nelle prossime ore. Altre fonti parlano invece di 22 feriti, alcuni dei quali si sarebbero feriti durante la fuga e non sarebbero stati raggiunti dai proiettili. 
La tragedia è avvenuta all’interno della scuola superiore Debsirin Nonthaburi, nel distretto di Bang Kruai, dove uno studente di appena 14 anni ha aperto il fuoco contro compagni e docenti, provocando una delle peggiori stragi scolastiche degli ultimi anni nel Paese.
Cosa è successo nella scuola di Nonthaburi
Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia thailandese, il ragazzo avrebbe compiuto una vera e propria sequenza omicida iniziata prima di raggiungere l’istituto scolastico. Avrebbe prima ucciso i nonni nella loro abitazione e rubato la pistola al nonno. Dopodiché si sarebbe diretto verso la scuola, dove ha esploso almeno 26 colpi di pistola contro insegnanti e studenti. Sul luogo dell’attacco gli investigatori hanno recuperato altri 34 proiettili inesplosi.
Al termine dell’attacco il giovane si è sparato. Secondo alcune ricostruzioni è morto sul posto, mentre altre riferiscono che il decesso sia avvenuto durante il trasporto in ospedale.
Il bilancio: cinque insegnanti tra le vittime
Le prime informazioni parlavano di due morti e una quindicina di feriti, ma con il procedere degli accertamenti il quadro è diventato molto più grave. Il ministro della Salute Pattana Promphat ha confermato che tra le vittime ci sono anche cinque insegnanti, oltre ai due nonni del ragazzo e allo stesso autore della strage, per un totale di otto morti. Almeno 15 persone risultano ricoverate, mentre il Guardian riferisce di 22 feriti complessivi, precisando che parte delle lesioni sarebbe stata causata dal panico durante l’evacuazione dell’edificio.
Le autorità stanno completando l’identificazione di tutte le vittime e verificando le diverse testimonianze raccolte nelle ore successive all’attacco.
Chi era il quattordicenne autore della strage
Le prime informazioni diffuse dagli investigatori delineano un profilo che ha sorpreso anche chi lo conosceva.
Il viceministro dell’Interno Polapee Suwanchawee ha riferito che il ragazzo viveva con i nonni ed era un appassionato di videogiochi. Un insegnante lo ha descritto come “un bravo ragazzo con un buon rendimento scolastico” e ha spiegato che non aveva mai manifestato comportamenti particolarmente aggressivi.
Al momento il movente resta sconosciuto. Gli investigatori stanno analizzando la vita familiare e personale del giovane per comprendere cosa abbia portato un adolescente a compiere un gesto tanto estremo.
Il nuovo dibattito sul controllo delle armi
La tragedia ha immediatamente riaperto il confronto politico sul possesso delle armi in Thailandia. Il leader dell’opposizione Natthaphong Ruengpanyawut ha chiesto una revisione delle norme sul controllo delle armi da fuoco, sostenendo che un istituto scolastico dovrebbe rappresentare uno dei luoghi più sicuri della società.
Secondo le stime citate dall’Afp, nel Paese circolano circa 10 milioni di armi, pari a una ogni sette abitanti, uno dei tassi più elevati del Sud-est asiatico. Nonostante le promesse avanzate negli ultimi anni per irrigidire la normativa, gli episodi di violenza armata continuano a verificarsi con frequenza.
Una tragedia che riporta alla memoria altri massacri
La sparatoria in Thailandia arriva pochi mesi dopo un altro attacco in un istituto scolastico del sud del Paese, dove un adolescente uccise il preside e ferì uno studente, e richiama inevitabilmente il massacro dell’ottobre 2022 in un asilo nido nel nord della Thailandia, quando un ex agente di polizia assassinò decine di persone, tra cui 24 bambini. 
Le immagini provenienti dalla scuola di Nonthaburi, con studenti in fuga, ambulanze e forze dell’ordine impegnate nelle operazioni di soccorso, hanno fatto rapidamente il giro del mondo. Mentre proseguono le indagini per ricostruire con precisione ogni fase dell’attacco, il Paese si trova ancora una volta a confrontarsi con il tema della sicurezza negli istituti scolastici e con la necessità di rafforzare i controlli sulla diffusione delle armi, dopo una delle pagine più drammatiche della cronaca recente.





