La prima enciclica di Papa Leone XIV intitolata Magnifica Humanitas (Magnifica Umanità), consta di una lettera pastorale della Chiesa cattolica.
Al suo interno, il Pontefice ha sottolineato la necessità di “salvaguardare la persona umana nell’era dell’Intelligenza artificiale”, includendo l’uso dell’Ia in ambito bellico e la minaccia rappresentata dai cosiddetti robot killer.
Sulla scia di quanto già affermato in passato dal Vaticano, Papa Leone ha scritto che “la decisione di usare la forza letale non può essere delegata a processi opachi o automatizzati, ma deve rimanere sotto un controllo umano effettivo, consapevole e responsabile“. Il suo predecessore, Papa Francesco, nel 2024 aveva affrontato la minaccia esistenziale rappresentata dai sistemi d’arma autonomi, avvertendo che “nessuna macchina dovrebbe mai scegliere di togliere la vita a un essere umano“.
Entrambi i Pontefici hanno sostenuto che affidare le decisioni letali agli algoritmi degrada la dignità umana e che isola i politici e i leader militari dal peso morale delle loro azioni. Gruppi cristiani, buddisti e musulmani hanno aderito a una dichiarazione interreligiosa del 2023 che chiedeva “un’azione unitaria urgente contro i robot assassini“.
La campagna Stop killer robots avviata dall’organizzazione internazionale Human rights watch nel 2013 ha chiesto un trattato con divieti e regolamenti sui sistemi d’arma autonomi. Ora Papa Leone ha lanciato un appello affinché “la responsabilità sia chiaramente definita in ogni fase: da chi progetta e sviluppa questi sistemi a chi li utilizza e si affida ad essi per decisioni concrete”.
L’obiettivo è garantire che “lo sviluppo e l’uso dell’Ia in guerra siano soggetti ai più rigorosi vincoli etici, per garantire il rispetto della dignità umana e della sacralità della vita”. A giugno, gli Stati si riuniranno alle Nazioni Unite per discutere per la prima volta di come affrontare le “opportunità e le sfide” poste dall’uso dell’Intelligenza artificiale da parte degli Eserciti.
Gli Stati si incontreranno nuovamente a Ginevra a novembre per valutare se avviare formalmente i negoziati per un trattato che regoli l’uso dei sistemi d’arma autonomi. Ad oggi, 130 Stati hanno espresso il loro sostegno a uno strumento giuridicamente vincolante che proibisca o regoli tali armi.
“Gli Stati indecisi – ha commentato Gerry Simpson, direttore associato di Hrw – dovrebbero tenere conto del Vaticano, degli altri Paesi e delle società civili. Le organizzazioni che si sono espresse contro l’ascesa incontrollata della tecnologia digitale, che crea la concreta possibilità che agli algoritmi vengano affidate decisioni di vita o di morte, dovrebbero adottare misure immediate per regolamentare questa tecnologia e garantire che sia al servizio dell’umanità e non la distrugga“.