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Politica

Tensioni Italia-Russia: Mosca minaccia ritorsioni dopo l’espulsione per spionaggio dei due addetti militari

Published by
Giovanna Sorrentino

Il governo italiano ordina l’allontanamento entro tre giorni di Gorbachev e Astakhov. Botta e risposta col Cremlino, Tajani: “Scelta basata su fatti, le loro sarebbero solo vendette”. 

Il Ministero degli Esteri ha convocato l’ambasciatore russo per comunicare l’espulsione dei due funzionari (Ansa Foto) – notizie.com

La decisione dell’Italia di espellere due addetti militari dell’ambasciata russa in Italia rischia di compromettere ulteriormente i rapporti con il Cremlino, già estremamente tesi dopo quattro anni di guerra in Ucraina. La Federazione Russa ha annunciato ritorsioni dopo la misura adottata dal governo italiano nei confronti di Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, ritenuti responsabili di attività di spionaggio nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma.

La crisi diplomatica è entrata nel vivo quando il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha convocato l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov.

Le accuse dell’ambasciatore Paramonov su Telegram

A rendere nota la convocazione è stato lo stesso diplomatico attraverso un messaggio sul proprio canale Telegram, criticando la decisione italiana di espellere i due diplomatici accusati di spionaggio dalla Procura di Roma.

A differenza di molti altri luoghi romani che mi capita di frequentare, qui, come sempre, non avviene nulla di buono”. Paramonov ha poi rivolto un attacco diretto a Riccardo Guariglia, segretario generale della Farnesina definendolo “l’eminenza grigia della diplomazia italiana” e accusandolo di voler “limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia” espellendo “dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi”. 

Secondo l’ambasciatore di Mosca, questo obiettivo sarebbe “comunque impossibile” dal momento che la Russia può contare su leader come il presidente Vladimir Putin e il ministro degli Esteri Sergej Lavrov. E l’Italia, a detta sua, non sarebbe in grado di rispondere con leader di levatura simile.

L’annuncio di Tajani e lo scontro sulle ritorsioni

Dopo la riunione il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ufficializzato il provvedimento con un post sui social: “Il governo italiano ha deciso di espellere due addetti militati dell’ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma”. 

Il leader azzurro e vicepremier ha poi spiegato che “il segretario generale della Farnesina ha appena comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro 3 giorni”. E ancora: “Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale”. 

La reazione del Ministero degli Esteri del Cremlino non si è fatta attendere: “La parte russa darà una risposta adeguata”, hanno fatto sapere da Mosca, preannunciando contromisure verso l’Italia.

L’annuncio di Tajani e lo scontro sulle ritorsioni (Ansa Foto) – notizie.com

Durante una conferenza stampa nella sede di Forza Italia, Tajani ha replicato con fermezza: “È una ritorsione priva di senso. I due non sono stati espulsi per un capriccio dell’Italia. Ci sono filmati, fotografie, immagini. Queste erano due spie che corrompevano e quindi in Italia non ci possono stare”, ha replicato Tajani durante una conferenza stampa nella sede di Forza Italia. “Il problema è che i due espulsi dall’Italia facevano danno alla sicurezza nazionale, hanno compiuto atti di spionaggio, e questo è dimostrato”. 

In caso di ritorsioni quindi, “la Russia deve dimostrare che le persone che espelle hanno compiuto atti di spionaggio a danno della Federazione russa”. Diversamente si tratterebbe di una mere “ritorsioni”. Si tratterebbe di “vendette, non di azioni di tutela della sicurezza russa. La nostra è una scelta basata su fatti, la loro è una scelta politica. Liberi di farlo, ma è assolutamente infondato”. 

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Giovanna Sorrentino