È una storia fatta di volti, gesti e parole quella di Modena, dove nel pomeriggio di sabato 16 maggio 2026, intorno alle 16 e 30, un uomo a bordo di una Citroën C3 lanciata a folle velocità ha percorso via Emilia Centro puntando deliberatamente i passanti e zigzagando tra la folla.
Da un lato ci sono i volti degli eroi che hanno fermato e disarmato l’uomo: Luca Signorelli, gli egiziani Osama Shalaby e il figlio Mohamed, Fabrizio Gallanza; dall’altro c’è quello di Salim El Koudri, che ha fatto conoscere all’Italia un terrore che fino a sabato appariva lontano, relegato alle cronache buie di altri Paesi europei. 
In mezzo ci sono il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, che ieri hanno incontrato all’ospedale di Modena Baggiovara i feriti, i medici e gli “eroi per caso” che hanno impedito un bilancio peggiore, fermando l’automobilista che aveva deliberatamente investito in un gruppo di passanti.
Un passo più indietro, sullo sfondo, ci sono le polemiche politiche che stanno toccando il governo da vicino. Il vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha parlato di “revocare il permesso di soggiorno ed espellere chi delinque”. Ma l’altro vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, invece, ha sottolineato che El Koudri “non aveva un permesso di soggiorno. È un cittadino italiano, nato, cresciuto e laureato in Italia”.
Salim El Koudri è un cittadino italiano di origine marocchina
Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiosato: “Stiamo parlando di un caso di disagio psichiatrico”. Subito dopo l’allarme concernente un presunto “lupo solitario”, infatti, è emerso che il 31enne Salim El Koudri è un cittadino italiano di origine marocchina, residente a Ravarino, non lontano da Modena. Che è laureato in Economia aziendale, fino ad ora incensurato e che qualche anno fa era stato “attenzionato” dai servizi di salute mentale per disturbi schizoidi e forte alterazione psichica.
El Koudri per ora ha scelto di non parlare: “Sono confuso” si sarebbe limitato a dire ai magistrati che l’hanno interrogato. Nessuna vittima, ma quattro persone sono ancora recuperare in condizioni gravi, tre donne a rischio vita, tra il modenese Baggiovara e il Maggiore di Bologna. È stato fermato per strage e lesioni aggravate, si trova in carcere. Al momento non gli vengono contestati reati di terrorismo. 
Quella eversiva è una pista che non si può ancora definitivamente scartare. Ma per il momento non si sono trovati segni di radicalizzazione. Una storia complessa con tanti lati oscuri da decifrare, ma ciò che è certo è che quello che è accaduto non ha precedenti in Italia. Modena, città ferita, ha già risposto con i volti di migliaia di cittadini in un grande abbraccio collettivo.
E oltre i fatti, terribili, e lontano dalle polemiche politiche, restano le parole di Signorelli: “Ho fatto vedere che l’Italia non è morta, c’è ancora. Sembrava una scena di Beirut, di Gaza. Ho visto gente voltarsi dall’altra parte perché aveva paura. A volte bisogna rispondere”; e quelle degli egiziani intervenuti che, a differenza di El Koudri, la cittadinanza non ce l’hanno: “Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo Paura solo di Dio”.





