L’ultima sfida di Alex Zanardi: morto a 59 anni il mito dello sport che ha trasformato la tragedia in leggenda paralimpica

“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”.

È una delle innumerevoli citazioni di Alex Zanardi, l’ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico scomparso oggi, sabato 2 maggio 2026, all’età di 59 anni. Ad annunciarne la morte è stata la sua famiglia.

Addio ad Alex Zanardi
L’ultima sfida di Alex Zanardi: morto a 59 anni il mito dello sport che ha trasformato la tragedia in leggenda paralimpica (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari, la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”, si legge in una nota. Il Coni, tramite il presidente Luciano Buonfiglio, ha fatto sapere che verrà osservato un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana.

Nato a Bologna nel 1966, nell’automobilismo Zanardi si è laureato campione Cart nel 1997 e 1998 e campione italiano superturismo nel 2005, nonostante il brutto incidente del settembre 2001 in Germania che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Nel paraciclismo ha conquistato quattro medaglie d’oro ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016 e 12 titoli ai Mondiali su strada. Poi, il 19 giugno 2020, Zanardi è rimasto vittima di un nuovo, terribile incidente lungo la statale 146 di Chianciano, a Pienza.

Pilota automobilistico, campione internazionale, paraciclista di livello assoluto, la vita di Alessandro Zanardi

Uno scontro con un mezzo pesante mentre stava prendendo parte, in handbike, ad una delle tappe della staffetta di Obiettivo tricolore. Pilota automobilistico, campione internazionale, paraciclista di livello assoluto, la vita di Alessandro Zanardi è stata una traiettoria continua tra velocità, drammatiche cadute, faticose rinascite e nuove sfide. Un vero e proprio mito sportivo e umano.

È cresciuto a Castel Maggiore, dove ha sviluppato fin da bambino una passione quasi viscerale per i motori e per la velocità. Dopo gli esordi nelle gare locali, nel 1982 si è iscritto al campionato nazionale 100cc, distinguendosi per determinazione e capacità di adattamento. Negli anni successivi è cresciuto rapidamente: titoli italiani, vittorie internazionali, affermazioni in Europa e una reputazione da pilota aggressivo ma intelligente.

Addio Alex Zanardi
Pilota automobilistico, campione internazionale, paraciclista di livello assoluto, la vita di Alessandro Zanardi (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Nel 1991 è arrivato il primo approdo in Formula 1 con la Jordan. È un ingresso quasi improvviso, senza test adeguati, ma con un impatto significativo: Zanardi ha mostrato subito velocità e solidità, pur tra limiti tecnici e opportunità frammentarie. Sono stati anni complessi: Minardi, Benetton come tester, poi Lotus tra il 1993 e il 1994. In queste stagioni il talento è rimasto evidente, ma le condizioni tecniche delle monoposto e la fragilità dei progetti sportivi non gli hanno permesso di emergere stabilmente. Incidenti, guasti e difficoltà economiche dei team segnano una fase instabile della sua carriera.

Nel 1999 Zanardi è tornato in Formula 1 con la Williams. Il 15 settembre 2001, al Lausitzring in Germania, durante una gara, la vita di Zanardi è cambiata radicalmente. Uscito dai box dopo una sosta, ha perso il controllo della monoposto su un tratto reso insidioso da acqua e olio. È sopraggiunta a velocità elevatissima l’auto di Alex Tagliani.

L’inizio di una nuova esistenza

Le conseguenze sono drammatiche: amputazione traumatica delle arti inferiori. È l’inizio di una nuova esistenza. È tornato inizialmente anche alle corse automobilistiche, ma la sua nuova dimensione sportiva è diventato il paraciclismo con l’handbike. Il 19 giugno 2020, durante una staffetta benefica in Toscana, Zanardi è coinvolto in un nuovo grave incidente. Alla guida della sua handbike, ha perso il controllo lungo un tratto di strada in discesa e si è scontrato con un camion.

Dopo mesi di cura intensiva e una lenta stabilizzazione clinica, nel 2021 è tornato a casa, dove ha continuato la riabilitazione con il supporto della famiglia. Gli ultimi anni di vita sono stati segnati da un progressivo ritiro dalla scena pubblica e da un percorso riabilitativo continuo, lontano dai riflettori ma seguito con attenzione e rispetto dal mondo sportivo internazionale.