Ufficialmente, l’obiettivo è “aiutare le famiglie a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili”. Sostanzialmente, però, anche alla luce delle continue tensioni geopolitiche internazionali, l’Europa è stata costretta ad un nuovo passo indietro sul clima.
Il Parlamento di Bruxelles ha proposto modifiche alla riserva di stabilità del mercato del sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue (il cosiddetto Ets2) per i settori dell’edilizia, dei trasporti stradali e altri, al fine di proteggere le famiglie. 
Con 433 voti favorevoli, 120 contrari e 91 astensioni, il Parlamento ha adottato la propria posizione sulla proposta della Commissione di modifica della riserva di stabilità del mercato (Msr) per il nuovo sistema di scambio di quote di emissioni per il trasporto stradale e gli edifici (Ets2).
“Sebbene i deputati europei – si legge in una nota – concordino in linea di principio con la proposta della Commissione di consentire il rilascio di un maggior numero di quote di emissione quando il costo del carbonio supera i 45 euro per tonnellata di Co2 equivalente (ai prezzi del 2020), desiderano che la Commissione reagisca più rapidamente agli improvvisi aumenti dei prezzi e che inizi a rilasciare le quote dal Msr dopo un mese anziché due, come proposto dalla Commissione“.
La relazione chiede alla Commissione di valutare se prorogare l’attuale limite massimo
Inoltre, i deputati europei hanno chiesto che il 50% delle quote non utilizzate venga annullato a partire dal 1 gennaio 2034 e che tutte le quote Msr non utilizzate rimanenti vengano cancellate a partire dal 1 gennaio 2036, anziché cancellare tutte le quote non utilizzate trasferite all’Msr a partire dal 1 gennaio 2031, come previsto dalla legislazione vigente. Hanno poi chiesto che la Commissione valuti l’adeguatezza di questo approccio entro quattro anni dal lancio dell’Ets2.
La relazione chiede alla Commissione di valutare se prorogare l’attuale limite massimo di 45 euro per tonnellata di Co2 oltre il 2029 e indicizzarlo ai prezzi del 2026 anziché a quelli del 2020. I deputati europei hanno sottolineato che la sola revisione del Regolamento sui sistemi di scambio di quote di emissioni non è sufficiente a mitigare l’impatto negativo dell’Ets2. 
Gli eurodeputati hanno proposto di valutare altre opzioni, come ad esempio consentire agli Stati membri di esentare temporaneamente gli edifici residenziali dall’Ets2, qualora dispongano di altre misure per raggiungere i propri obiettivi di condivisione degli sforzi, al fine di proteggere i cittadini dai potenziali impatti sociali più gravi del sistema. Hanno chiesto infine una valutazione d’impatto completa del sistema Ets2 per valutarne l’impatto sugli obiettivi climatici dell’Ue, nonché il suo impatto sociale.
“L’Europa deve fare di più per proteggere le famiglie dai potenziali impatti sociali negativi dell’Ets2. – ha detto Danuše Nerudovà (Ppe) – Per spingere la revisione del Msr nella giusta direzione, abbiamo proposto misure concrete per estendere il limite massimo di 45 euro oltre il 2029 e per ridurlo mediante indicizzazione ai prezzi del 2026”.
A seguito della revisione della legge europea sul clima, il nuovo sistema Ets2 è stato posticipato di un anno ed entrerà in vigore il 1 gennaio 2028. L’Ets2 mira a ridurre le emissioni di Co2 provenienti da edifici e trasporti stradali del 42% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005, per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di neutralità climatica dell’Ue entro il 2050.





