Perché Alberto Stasi può essere innocente: tutti gli elementi che hanno portato a una condanna (forse) ingiusta

Se tutto verrà confermato dagli atti ufficiali, sarà la terza volta che si tenterà la strada della revisione del processo per Alberto Stasi, unico condannato per il delitto di Garlasco.

Si tratta di una strada tutta in salita. Il 41enne, ora in semilibertà, contabile in una società di gestioni finanziarie, si è visto rigettare dalla magistratura bresciana nel 2017 e nel 2020 la richiesta proposta dai suoi difensori di turno.

Alberto Stasi, verso la revisione del processo
Perché Alberto Stasi può essere innocente: tutti gli elementi che hanno portato a una condanna (forse) ingiusta (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Ora, però, dopo due anni di indagini serrate portate avanti dalla Procura della Repubblica di Pavia, potrebbero emergere nuovi elementi a favore della revisione. Uno di essi è già trapelato: riguarda l’ora del delitto, riscritta in maniera posticipata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Stasi, quindi, potrebbe non essere più collocabile sulla scena dell’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.

Bisogna ricordare che l’indagine vede come unico indagato al momento Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara Poggi, in concorso con altri e con Alberto Stasi. Tecnicamente, nelle prossime settimane pm di Pavia invieranno alla Procura generale gli esiti della nuova indagine, come anticipato nell’incontro tra il procuratore capo Fabio Napoleone con la procuratrice generale Francesca Nanni e con l’avvocato generale Lucilla Tontodonati.

Delitto di Garlasco, Milano potrebbe impiegare mesi ad esaminare gli atti

Pavia solleciterà, quindi, la Procura generale milanese a promuovere, ossia chiedere alla Corte d’Appello di Brescia, la revisione del processo a Stasi. In pratica gli inquirenti, con l’invio delle risultanze di consulenze, perizie, interrogatori, audizioni e moltissimi accertamenti, chiederanno alla Pg e all’avvocato generale di inoltrare una proposta formale nel tentativo di “sanare” una contraddizione contenuta nell’incolpazione.

Potrebbero volerci settimane, anche mesi, e sarà da capire quanto i tempi siano compatibili con la chiusa delle indagini su Andrea Sempio, ma diverse indiscrezioni l’hanno annunciata in arrivo per il mese di maggio. Ciò che la Pg di Milano dovrà valutare è se dentro alle migliaia di pagine raccolte dal 14 febbraio 2024 dai pm pavesi ci siano quelle che il codice di procedura penale definisce come “nuove prove”.

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🔴 Si avviano verso una fase decisiva le nuove indagini sul delitto di Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia si prepara a chiudere il nuovo filone d’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio. #Garlasco #DelittodiGarlasco #ChiaraPoggi #AlbertoStasi #AndreaSempio

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Ma quali sono i nodi da sciogliere? Dovranno essere messi in discussione almeno alcuni degli ormai celebri 7 elementi “gravi, precisi e concordanti” con cui la Corte di Cassazione condannò l’ex fidanzato di Chiara Poggi nel 2015. Fra questi ci sono sicuramente l’impronta digitale del 42enne detenuto a Bollate sul dispenser del sapone che sarebbe stato lavato, e l’assenza di un alibi per i 23 minuti, dalle 9.12 alle 9.35, in cui i giudici hanno collocato la morte della fidanzata.

Forse l’elemento più forte che portò alla condanna di Stasi è quello relativo al racconto da “scopritore” del cadavere da parte dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. Un narrato che venne bollato dai magistrati come “illogico e falso” sul ritrovamento del corpo nelle scale che portano al seminterrato della villetta di via Pascoli.

Nell’inchiesta su Sempio si sono fatti nuovi accertamenti sia sulle tracce e le impronte di sangue con la consulenza affidata al Ris di Cagliari, ancora secretata, sia sull’eventuale presenza di orme di scarpe che non sarebbero state rilevate all’epoca della prima indagine e che potrebbero dimostrare che Stasi ha detto la verità.