Cinzia Dal Pino condannata a 18 anni, la Procura aveva chiesto l’ergastolo: ecco perché sconterà la pena ai domiciliari

La sera dell’8 settembre 2024 a Viareggio travolse e uccise con il proprio suv il ladro che le aveva rubato la borsa: l’imprenditrice 65enne Cinzia Dal Pino è stata condannata a diciotto anni di carcere per l’omicidio volontario di Noereddine Mezgui, detto Said, marocchino di 52 anni.

La sentenza è stata emessa poche ore fa dalla Corte di Assise di Lucca. I giudici hanno stabilito l’espiazione della condanna alla detenzione domiciliare. La donna ha ascoltato la sentenza in aula accompagnata dalla figlia senza mostrare reazioni.

Cinzia Dal Pino
Cinzia Dal Pino condannata a 18 anni, la Procura aveva chiesto l’ergastolo: ecco perché sconterà la pena ai domiciliari (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Aspetteremo il deposito delle motivazioni della sentenza, dopodiché ricorreremo certamente in appello. – ha detto l’avvocato Enrico Marzaduri, difensore dell’imprenditrice balneare viareggina Noi avevamo soluzioni avanzate giuridicamente diverse, non certo quella dell’omicidio volontario, bensì un eccesso colposo di legittima difesa con ovvie ripercussioni sull’entità della pena“.

Dal Pino è stata ritenuta responsabile per l’investimento mortale di Mezgui, che le aveva rubato la borsa dall’auto. La donna lo inseguì con il proprio veicolo e poche decine di metri dopo, nel cuore della Darsena, lo investì ripetutamente fino ad ucciderlo. La pm Sara Polino, nella scorsa udienza, aveva chiesto l’ergastolo per l’imputata.

“Prima di essere arrestata era andata a pregare in chiesa”

Dal Pino è condannata alle spese legali, mentre per quanto riguarda i risarcimenti alla famiglia del marocchino, la sentenza non esclude una provvisionale ma rimette un’eventuale decisione del tribunale civile, perché da tre giorni è stato avviato il percorso di giustizia riparativa.

La mia assistita non ha detto nulla. – ha continuato l’avvocato difensore – Penso che avesse la speranza di una soluzione meno pesante ma poteva andare anche peggio. Si è espressa in sede di esame dibattimentale, ha già chiarito. Prima di essere arrestata era andata a pregare in chiesa”. Come già accennato, Dal Pino sconterà ai domiciliari la condanna. “Gli arresti domiciliari sono già un modo per scontare la pena quindi giustamente la difesa non chiederà revoca“, ha spiegato l’avvocato Enrico Carboni, legale di parte civile.

Cinzia Dal Pino, immagini videosorveglianza
“Prima di essere arrestata era andata a pregare in chiesa” (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Il verdetto è arrivato al termine del processo in cui la Procura aveva invece richiesto la pena dell’ergastolo, contestando all’imputata l’omicidio volontario aggravato da più circostanze. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza e i dati del veicolo hanno documentato una dinamica particolarmente violenta, con l’investimento ripetuto della vittima e il suo schiacciamento contro una vetrina. Mezgui non avrebbe avuto possibilità di sottrarsi all’impatto.

È la decisione che ci aspettavamo, cioè dura, severa, 18 anni sono tanti. – ha spiegato Carboni Ci soddisfa il riconoscimento della tesi accusatoria, e quindi della componente dell’omicidio volontario, della volontarietà. Le esclusioni delle aggravanti e il riconoscimento delle attenuanti generiche determinano la riduzione della pena a diciotto anni. L’ergastolo viene chiesto perché l’ipotesi accusatoria piena, comprensiva di tutte le aggravanti, determina la pena massima“.

Per la Procura si sarebbe trattato di una vera e propria giustizia privata

L’impianto accusatorio ha sempre sostenuto la sussistenza dell’omicidio volontario, aggravato da crudeltà, futili motivi, uso del mezzo insidioso e approfittamento della minorata difesa della vittima. Per la Procura, non si sarebbe trattato di una reazione istintiva al furto, ma di una vera e propria giustizia privata. La pm Polino, in aula, aveva insistito sulla volontarietà della condotta, evidenziando come l’azione non si sarebbe limitata a un singolo investimento, ma a una sequenza ripetuta di urti.

Il pm ha fatto un lavoro serio, certosino, la polizia giudiziaria ha ricostruito attentamente i fatti, la perizia è fatta con cura e attenzione. – ha dichiarato un altro avvocato di parte civile, Gian Marco Romanini Non esiste una soddisfazione, quando indossiamo la toga non ci sono tifoserie, agiamo per la giustizia. Siamo rasserenati però da questa sentenza perché verranno scritte istruzioni serie e rigorose che diranno cosa è successo. Diciotto anni è una pena giusta“.

Processo a Cinzia Dal Pino
Per la Procura si sarebbe trattato di una vera e propria giustizia privata (ANSA FOTO) – Notizie.com

Nel corso del processo, una perizia psichiatrica aveva escluso qualsiasi vizio di mente per l’imputata, ritenendola pienamente capace di intendere e di volere al momento dei fatti. La difesa aveva invece chiesto una riqualificazione del reato in eccesso colposo di legittima difesa o in omicidio preterintenzionale, contestando la configurazione del dolo e chiedendo anche l’esclusione delle aggravanti.

Noereddine Mezgui era stato soccorso da alcuni passanti e trasportato d’urgenza all’ospedale Versilia, ma le sue condizioni erano apparse subito disperate. L’autopsia ha successivamente stabilito che il decesso è stato causato da una grave lacerazione dell’aorta addominale, accompagnata da un’emorragia interna e da numerose fratture compatibili con l’investimento.