Un bambino di quarta elementare è morto annegato mentre nuotava in una piscina della scuola insieme ad altri alunni e insegnanti
In molti paesi del mondo, oltre alla semplice pratica dello studio e della diffusione culturale, nelle scuole c’è una particolare attenzione anche all’aspetto pratico. Gli Stati Uniti sono, in questo ambito, un esempio evidente. Qui gli istituti scolastici sono colmi di laboratori e luoghi dove poter mettere in atto quando imparato sui libri. Ma non solo. Questi si dedicano spesso e volentieri anche alle pratiche sportive. Esistono squadre che indossano colori e logo della scuola, in segno di appartenenza, e che portano la squadra in giro per gli Stati, nel tentativo di dargli visibilità e spessore sportivo. 
Una cultura che permette una crescita non solo della mente, ma anche del corpo dello studente. ‘Mens sana in corpore sano’ dicevano i romani migliaia di anni fa. Ed è proprio su queste basi che si ispira questo modus operandi che, però, implica anche una maggiore responsabilità. Monitorare la salute di questi ragazzi è fondamentale per evitare complicazioni o incidenti gravi. Sono considerati gli infortuni, spesso anche assicurati, ma lo sport in alcuni casi prevede anche situazioni che possono rivelarsi anche ancor più rischiose. Per questo le strutture a disposizione devono essere a norma e gli istruttori, o gli insegnanti, in grado di controllare e gestire la situazione.
Un bambino annega nella piscina della scuola
Tra le Nazioni che hanno aderito a questo percorso scolastico c’è anche il Giappone. Qui molte scuole hanno adibito alcune palestre e piscine in cui svolgere attività fisica oltre l’orario delle lezioni. Ed è proprio in una delle vasche di una scuola che è avvenuto l’imponderabile. Secondo quanto riportano alcuni media locali, un bambino di quarta elementare è morto annegato mentre faceva una lezione di nuoto. L’incidente sarebbe avvenuto poco prima delle 11 di venerdì scorso, la piscina era per la precisione quella di una scuola media vicina poiché quella della scuola elementare di riferimento non poteva essere utilizzata a causa di un guasto alle attrezzature.

Stando a quanto spiega un comitato educativo locale, due studenti avrebbero visto il bambino annegare e lo avrebbero provato a tirare fuori da una zona della piscina che era profonda 130 centimetri, circa 10 in più rispetto alla piscina in cui era abituato a nuotare nel suo istituto. Al momento, fanno sapere, dell’incidente erano presenti 36 ragazzi e tre insegnanti. Quest’ultimi non si sarebbero accorti che il ragazzo stava annegando, concentrati su gli altri allievi, anche loro incapaci di stare in acqua. Ora starà al tribunale analizzare la questione e dividere le responsabilità tra i vari maestri.





