Il talco considerato come un elemento cancerogeno dell’OMS, i risultati dell’ultima analisi condotta e le smentite esterne
Lo scorso venerdì l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il talco come materiale probabilmente cancerogeno per gli esseri umani. Una novità che ha suscitato stupore tra le persone, sulla quale, però, è voluto intervenire un esperto esterno – Kevin McConway – per chiarire le cose. Questo, infatti ha specificato questo annuncio potrebbe corrispondere a una nuvola di fumo. Ovvero un avviso che potrebbe non trovare conferma poi con i fatti. L’annuncio si basava, infatti, su analisi condotte su basi limitate le quali avrebbero dimostrati che questo potrebbe causare il cancro. 
La sua attività colpirebbe in particolar modo le ovaie. Gli esperimenti svolti su delle cavie, dimostrano secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che potrebbe avere la stessa influenza anche sul corpo umano. Il problema è che il tasso di rischio sarebbe veramente elevato. Il talco, d’altronde, è un minerale naturale che viene estratto in molte parti del mondo e viene spesso utilizzato per produrre talco per bambini come borotalco o anche come cosmetico. Per questo stando a quanto riferisce la IARC di Lione, la maggior parte delle persone sarebbe esposta a questi rischi.
La spiegazione dell’OMS
L’OMS ha fatto sapere che esistono numerosi studi che hanno costantemente mostrato un aumento del tasso di cancro alle ovaie nelle donne che usano il talco sui loro genitali. Doveroso sottolineare, però, che esiste la possibilità che il talco in alcuni studi fosse contaminato da amianto cancerogeno. I risultati pubblicati su The Lancet Oncology spiegano che: “Non è stato possibile stabilire completamente un ruolo causale per il talco“. Il loro obiettivo non è quello di allarmare, ma solo di rispondere al quesito se realmente questa sostanza sia potenzialmente cancerogena. Alcuni studi che sono stato pubblicati nel 2020 rivelano che su 250.000 donne negli Stati Uniti non è stato trovato alcun un legame statistico tra l’uso del talco sui genitali e il rischio di cancro alle ovaie.

Potrebbe trattarsi, in alcuni casi, anche di coincidenze. Dalla stessa analisi di venerdì, la IARC avrebbe individuato anche un ulteriore elemento pericoloso. Si tratterebbe dell’acrilonitrile. Questo è un composto chimico utilizzato per produrre polimeri e avrebbe un livello di allerta radicalmente più alto del semplice talco. In questo caso esisterebbero prove sufficienti che lo collegherebbero al cancro ai polmoni. Il problema è che questi polimeri, creati con l’acrilonitrile, vengono utilizzati su tutto. Da questi nascono anche le fibre dei vestiti, così come i tappeti, la plastica e molti altri prodotti di consumo.





