Le indagini sulla presunta violenza sessuale del figlio del presidente La Russa continuano. Il referto della Mangiagalli potrebbe cambiare la situazione.
Sono ore di polemiche politiche tra maggioranza e opposizioni per la vicenda che coinvolge il figlio del presidente La Russa. Ma si tratta di un episodio che ha ancora diversi punti da chiarire e per questo motivo gli inquirenti ad oggi preferiscono mantenere il massimo riserbo su quanto accaduto. 
In realtà nelle ultime ore si potrebbe essere arrivati ad una svolta importante nelle indagini. Come riportato dall’Adnkronos, infatti, gli inquirenti hanno a disposizione il referto della Mangiagalli, clinica a cui si è rivolta la 22enne. E possiamo dire che questo documento potrebbe cambiare completamente la situazione.
La giovane aveva assunto Benzodiazepine
Stando a quanto ci sarebbe scritto in questo referto, la giovane avrebbe assunto Benzodiazepine oltre naturalmente alla cocaina. Una notizia che rischia di rendere molto complicata la tesi difensiva. Infatti, il farmaco sarebbe stato preso in forma volontaria e quindi, se confermato questa ipotesi, potrebbero cambiare molte cose.
Ad oggi, come detto in precedenza, non si hanno assolutamente certezze e per questo motivo si preferisce mantenere massimo riserbo da parte degli inquirenti. Ma si tratta di una vicenda destinata ad avere degli aggiornamenti nelle prossime ore e non ci resta, quindi, che attendere ancora un po’ di tempo per avere un quadro assolutamente più chiaro della vicenda.
La posizione del figlio di La Russa

La posizione del figlio di La Russa è stata ben chiara sin da subito. Il giovane ha sempre respinto tutte le accuse e, soprattutto, confermato di non essere a conoscenza che la giovane aveva assunto cocaina prima dell’incontro.
Sono comunque in corso tutte le indagini e vedremo cosa succederà nelle prossime ore. Una cosa è certa: mentre dalla politica è nata una polemica, gli inquirenti preferiscono per il momento mantenere il massimo riserbo e non confermare tutte le indiscrezioni almeno fino a quando non si hanno certezza.





