L’ex ministro della Giustizia toglie un suo post nei confronti dell’amico politico e si espone a una figuraccia sociale
“Che figura… Dem! Cinguettava così, su Twitter, il segretario dimissionario del Pd Enrico Letta il 20 novembre 2022 subito dopo l’elezione di Luca Visentini a capo dell’organizzazione internazionale dei sindacati Ituc, la più grande del mondo: «Un bravo e competente italiano alla guida dei sindacati europei. Questo vuol dire fare il bene dell’Italia e dell’Europa. Buon lavoro». «Grazie Enrico», gli aveva risposto Visentini, «e grazie per il tuo sostegno». Oggi che Visentini è stato travolto dal mega scandalo europeo, prima arreststo e da ieri rilasciato ma sotto condizioni, Letta non dice più niente. D’altronde non l’ha mai fatto da quando è scoppiato il caso subito deflagrato nel mondo, e dire che il caso riguarda tutti esponenti del suo partito o che vi sono transitati. Niente. Silenzio di tomba. 
Ha provato invece ad auto-silenziarsi, il deputato Andrea Orlando, l’ex ministro Dem del Lavoro e della Giustizia e di un sacco di altre cose ed ex vicepresidente del Pd ma che non ha ancora capito che quando pubblichi un messaggio sui social non serve a un fico secco cancellarlo dopo giorni, perché prima o poi salta fuori sul web, e in questo caso più prima che poi. Giorni fa, preso dalla smania di commentare sempre qualcosa, su Twitter aveva cinguettato, anche lui: «Luca Visentini è il nuovo leader dell’organizzazione mondiale dei sindacati.
Nessuno vuole digitare la parola scomoda “Qatar”

Un’ottima notizia, si diceva, per l'”Italia e un giusto riconoscimento per un dirigente capace ed autorevole che a livello europeo, in questi anni, ha svolto un lavoro essenziale». E dunque quando ieri ha provato a commentare sempre su Twitter lo scandalo europeo in salsa Pd («Diciamola tutta, garantismo a parte, se fosse vera anche la metà dell’affaire Qatar saremmo già allo schifo assoluto. Scambiare i diritti dei lavoratori con soldi e regali dei signori feudali del Qatar è alto tradimento dei valori democratici») più di un utente gli ha ripresentato il vecchio tweet in cui elogiava uno dei massimi rappresentanti sindacali dei lavoratori.
Altri l’hanno sbertucciato commentando che «garantismo a parte» il tweet lo poteva anche lasciare, che neanche i ragazzini ormai fanno più così, soprattutto perché è inutile. Alcuni generali Dem provano a smarcarsi in pubblico, a prendere le distanze. Nelle chat interne ai partiti di sinistra invece regna un silenzio spettrale riguardo alle “mazzette“. Il flusso di messaggi è drasticamente calato. Nessuno vuole digitare quelle famigerate (oggi, non ieri) cinque lettere: “Q -A -T -A -R”. La bomba (atomica) è però scoppiata. Si salvi chi può





