Omicron, boom di casi in Europa: Francia e Inghilterra, dati pesantissimi

In Europa la variante Omicron genera una diffusione dei casi allarmante: 180 mila in Francia in un giorno, numeri record anche in Inghilterra.

omicron europa
Omicron, boom di casi in Europa

In poche settimane la variante Omicron è già dominante. Emerge questo dai dati che nella giornata di ieri sono stati diffusi in tutti i paesi d’Europa. Non solo in Italia, che ha fatto registrare un record di contagi dall’inizio della pandemia. In Francia il Covid dilaga. Sono infatti 180mila i nuovi soggetti che hanno contratto il virus nelle 24 ore di ieri. Anche in Inghilterra è record, con 130 mila nuovi tamponi positivi in un giorno. 

Leggi anche: ESCLUSIVA – Zangrillo: “Omicron? Conviverci con normalità e senza terrore”

In controtendenza i dati della Germania, che si assesta sui 21 mila contagi in 24 ore, mentre in Danimarca è caos. Ha il più alto tasso di infezioni al mondo con 1.612 casi ogni 100.000 persone. Numeri che confermano le previsioni di una rapida diffusione della variante Omicron. E in un contesto in cui i dati generano tensione e paura, si apre il dibattito sull’effettiva pericolosità del nuovo ceppo e sulle nuove disposizioni in tema di quarantena.

Omicron dilaga in Europa: numeri in crescita, è davvero meno pericolosa?

Variante omicron protezione vaccini
Europa, boom della variante Omicron, gli studi sulla pericolosità del nuovo ceppo © Getty Images

Si apre quindi il dibattito sui contagi e sull’impatto che la nuova variante ha sugli ospedali. Tre diversi studi stanno dimostrando che la variante Omicron sarebbe meno pericolosa dei ceppi precedenti. In Giappone, a Cambridge e Hong Kong hanno condotto ricerche immediate, e tutte e tre suggeriscono una identica conclusione. Omicron presenterebbe una ridotta infettività delle cellule polmonari, e per questo potrebbe risultare meno pericolosa e quindi meno letale.

Leggi anche: Premier League, club con 14 positivi: altro match rinviato per covid

Gli studi affermano che tale scoperta, se aggiunta alle vaccinazioni, alle cure e agli scudi già creati per arrestare la corsa del virus, potrebbe presentare un quadro meno preoccupante. Ci sono intanto anche evidenze su sintomi più leggeri, in una situazione che potrebbe di fatto essere meno allarmante. Resta però il pericolo per il grande numero di contagi, che potrebbe in qualche modo creare il caos negli ospedali. Ecco perché in diverse zone d’Europa si riflette su misure restrittive, mentre oggi in Italia la parola definitiva sulla quarantena spetterà al Cts, che deciderà su una riduzione a 5 giorni,