COP26, clamorosa decisione del principe Carlo: polemiche

COP26, sta facendo molto discutere la decisione che è stata presa direttamente dal principe Carlo dopo un suo intervento nella città di Glasgow: in tutta questa vicenda c’entra…Greta Thunberg

Greta Thunberg non marcere col Principe Carlo
Greta Thunberg non marcerà insieme al Principe Carlo d’Inghilterra (screenshot video YouTube)

Arrivano delle clamorose notizie direttamente dalla Scozia dove si sta svolgendo il ‘COP26‘ a Glasgow. Per chi non lo conoscesse si tratta di una conferenza delle Nazioni Unite per quanto riguarda i cambiamenti climatici del 2021 che è iniziata il 31 ottobre e si concluderà venerdì 12 novembre. Nel frattempo stanno facendo molto rumore le dichiarazioni da parte del principe del Galles, Carlo. Tutti sanno che quest’ultimo si è sempre battuto per quanto riguarda la lotta al clima. E’ sempre sceso in campo, in prima linea, per sostenere questa lunga battaglia.

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Quindi, cosa ha fatto di così tanto clamoroso? Da quanto riportano alcune fonti locali pare che il figlio della Regina Elisabetta abbia rifiutato l’invito da parte di Greta Thunberg di marciare, insieme agli altri attivisti, per la città scozzese. La giovane svedese è conosciuta per essere una attivista per lo sviluppo sostenibile.

COP26, il Principe Carlo non marcerà con la Thunberg

Non potrà accettare il suo invito, nonostante anche lui sappia benissimo che si tratta di un evento molto importante e che i giovani intendono assolutamente fare per salvare il proprio futuro. Lo stesso Principe ha più volte sottolineato di essere sempre stato dalla parte della generazione futura per quanto riguarda questi argomenti.

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Tanto è vero che pochissime ore fa, durante un suo intervento proprio in Scozia, ha fatto capire che i giovani hanno una responsabilità importante e che il “peso della storia” è sulle loro spalle. Riferendosi ai leder mondiali il 72enne ha dichiarato che (sempre alla grande marcia che ci sarà nei prossimi giorni) non bisogna assolutamente dimenticare chi si trova in quel momento fuori dalla sede: proprio perché quelle persone stanno lottando per il loro futuro e che bisogna ascoltare le loro parole piene di “rabbia e frustrazione“.