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Politica

Tetto agli stranieri a scuola, scatta la legge: il nodo delle 5mila classi fuori limite e la svolta del governo

Published by
Francesco Ferrigno

Il Governo si appresta a varare in Consiglio dei Ministri una legge per imporre un tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi, affiancato dal divieto del velo integrale negli istituti e dall’obbligo di apprendimento dell’italiano per i genitori degli alunni in grave difficoltà.

L’annuncio della premier Giorgia Meloni e le precisazioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara trasformano una vecchia circolare mai applicata in un vincolo normativo destinato a ridefinire l’organizzazione scolastica.

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Un’analisi condotta dalla rivista specializzata Tuttoscuola rivela che 5.023 sezioni dell’infanzia su 40.059, pari al 12,5%, superano già la soglia del 30% di bambini stranieri, con 420 istituti in cui gli alunni italiani risultano in minoranza. Oltre il 60% di queste strutture si trova in sole quattro regioni settentrionali: Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto.

Stiamo lavorando agli ultimi dettagli – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara – ma avrà come elemento centrale la conoscenza dell’italiano e ci saranno criteri oggettivi per stabilire a chi si applica“. Il titolare del dicastero ha chiarito che il vincolo non toccherà chi ha frequentato la scuola dell’infanzia, concentrandosi sulle circa 1.000 scuole con oltre il 20% di neoarrivati non italofoni e sulle 34.000 con almeno il 30% di presenze straniere, affidando agli Uffici scolastici territoriali il compito di smistare gli studenti in eccesso verso altri plessi vicini.

Gli ostacoli costituzionali e la realtà di Prato

L’applicabilità del provvedimento solleva forti perplessità tra dirigenti scolastici, giuristi e forze d’opposizione.

Il caso di Prato, dove il 31% della popolazione scolastica ha cittadinanza non italiana ma quasi il 75% di questi alunni è nato in Italia, evidenzia lo scarto tra cittadinanza formale ed effettiva necessità di alfabetizzazione.

Gli ostacoli costituzionali e la realtà di Prato – Notizie.com

In termini didattici la questione è fondata e condivisibile – ha spiegato il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ma è difficile trovare una soluzione tecnica“. L’assenza di strutture alternative nello stesso bacino d’utenza rischia infatti di urtare contro il principio di prossimità.

Se il provvedimento fosse così restrittivo da comportare lo sradicamento dei minori – ha avvertito il docente di Diritto costituzionale Salvatore Curreritale misura potrebbe rivelarsi eccessiva proprio perché in contrasto con il preminente obiettivo funzionale dell’integrazione“.

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Francesco Ferrigno