Jannik Sinner salterà gli US Open 2026 a causa del problema al ginocchio destro che ha condizionato le sue ultime settimane. Il numero uno del mondo ha preso questa decisione dopo essere tornato ad allenarsi in campo a Montecarlo, dove le verifiche svolte con lo staff medico hanno indicato la necessità di proseguire il recupero.
L’azzurro aveva già rinunciato ai tornei in Canada e a Cincinnati, ultima grande tappa di preparazione prima dello Slam statunitense. La sua ultima partita risale alla finale di Wimbledon vinta a luglio contro Alexander Zverev. Sinner ha spiegato di sentirsi “triste e deluso”, ricordando il legame con New York e con il pubblico americano.
Come detto, dietro a questa decisone difficile c’è un problema persistente al ginocchio destro. Diagnosi, esiti degli esami e tempi di recupero sono riservati, ma c’è l’ipotesi di una patologia da sovraccarico.
Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale della Simfer, ritiene plausibile un disturbo da “overuse”. Il fisiatra basa la valutazione sull’assenza, nelle informazioni rese pubbliche, di una distorsione, una caduta o un altro episodio traumatico preciso.
Il tennis moderno sottopone gli arti inferiori a frenate improvvise, accelerazioni e violenti cambi di direzione. La ripetizione di questi movimenti genera pressioni e torsioni che, nel tempo, possono superare la capacità dei tessuti di recuperare tra un allenamento e l’altro.
Secondo i dati citati da Bernetti, gli infortuni agli arti inferiori costituiscono tra il 30% e il 65% dei problemi registrati nel tennis di vertice. Quelli al ginocchio incidono per circa il 10-15% e derivano spesso dall’accumulo di microtraumi.
Tra le patologie da sovraccarico più frequenti il medico indica le tendinopatie rotulee e quadricipitali, insieme ai problemi che possono coinvolgere cartilagine, menischi e osso subcondrale. Queste possibilità descrivono gli infortuni da “overuse” in generale e restano estranee alla diagnosi del campione italiano.
Bernetti considera prudente la rinuncia agli US Open, perché una competizione di questa intensità potrebbe rallentare la guarigione e aumentare il rischio di ricadute. Il percorso riabilitativo dovrà essere costruito sulle condizioni dell’atleta, attraverso esercizio controllato e valutazioni biomeccaniche.
La scelta toglie dal tabellone di New York il principale favorito e il vincitore dell’edizione 2024. Per Sinner, però, la priorità passa ora dalla difesa del risultato alla tutela del ginocchio e della continuità della carriera.