L’intelligenza artificiale fa ormai parte della nostra quotidianità e quasi tutti la utilizzano per ogni ambito della vita. Secondo una ricerca realizzata da Trustpilot, essa sta entrando appieno anche nelle abitudini di viaggio, ma il suo utilizzo racconta un paradosso generazionale.
A differenza di quanto si possa immaginare, sono i viaggiatori tra i 25 e i 44 anni a utilizzare l’IA concretamente per organizzare vacanze e spostamenti. I più giovani invece, mostrano solo interesse e curiosità.
Lo studio effettuato di Trustpilot mette in relazione le abitudini di viaggio delle diverse fasce d’età con il nuovo ruolo assunto dall’intelligenza artificiale nella scelta delle destinazioni e nella costruzione degli itinerari.
Per prima cosa va specificato che questa fotografia della realtà arriva mentre è in corso l’inflazione, accompagnata dall’aumento dei costi e dell’instabilità internazionale. Tutti questi fattori stanno modificando le decisioni dei viaggiatori, soprattutto quelli più giovani.
Secondo la ricerca, il 67% delle persone tra i 18 e i 24 anni ha rinunciato o modificato almeno un viaggio dall’inizio del 2026. Tra gli over 55 la percentuale scende al 46%.
La pressione sui bilanci emerge anche dalle prospettive per i prossimi mesi: il 57% dei giovani tra i 18 e i 24 anni prevede di ridurre il budget destinato ai viaggi nel corso dell’anno.
Gli over 55 mostrano invece un rapporto diverso con il viaggio. Per questa fascia il turismo di prossimità rappresenta una scelta consolidata. Il 61% indica infatti destinazioni raggiungibili senza utilizzare l’aereo come prima scelta o come alternativa concreta.
I principali utilizzatori dell’intelligenza artificiale per la pianificazione dei viaggi sono oggi i 25-34enni, con il 61%, seguiti dalla fascia 35-44 anni, al 47%.
Il dato cambia sensibilmente tra gli over 55. Il 49% dichiara di non conoscere o non utilizzare questi strumenti, mentre un ulteriore 30% manifesta interesse verso un loro possibile utilizzo.
La tecnologia sembra quindi aver superato la fase della semplice curiosità per diventare uno strumento operativo. L’IA può essere utilizzata per cercare destinazioni, costruire itinerari, confrontare alternative e raccogliere informazioni prima della partenza.
Una tendenza che trova riscontro anche nella ricerca internazionale. Il Deloitte 2026 Summer Travel Survey indica infatti i Millennial come la generazione più propensa a utilizzare l’intelligenza artificiale per organizzare i propri viaggi: il 36% prevede di farlo.
L’avanzata dell’IA si intreccia anche con un altro elemento centrale nelle decisioni dei viaggiatori: le recensioni. Secondo Trustpilot, le esperienze condivise dagli utenti alimentano infatti il patrimonio informativo che gli strumenti di intelligenza artificiale possono rielaborare quando producono suggerimenti su strutture, servizi e destinazioni.
«L’intelligenza artificiale sta diventando un punto di partenza sempre più frequente nella pianificazione dei viaggi, soprattutto tra i Millennial», ha spiegato Nicoletta Besio, General Manager South Europe di Trustpilot.
Per Besio, IA e recensioni rappresentano due elementi collegati: le esperienze raccontate dai consumatori contribuiscono alle informazioni utilizzate dagli strumenti tecnologici e possono aiutare i viaggiatori a verificare l’affidabilità delle raccomandazioni ricevute.
La ricerca analizza anche le conversazioni dei consumatori sul settore dei viaggi aerei attraverso le recensioni presenti su Trustpilot. Tra gli argomenti più discussi compaiono il servizio clienti, indicato nel 14% delle recensioni, e il processo di prenotazione, al 11%.
Nella stagione estiva assumono particolare rilevanza anche cancellazioni e rimborsi, entrambi al 7%. Il risultato è un settore nel quale la tecnologia può accompagnare il viaggiatore lungo diverse fasi del percorso, dalla ricerca iniziale alla scelta della struttura, fino alla valutazione delle esperienze di chi ha già utilizzato un determinato servizio.
Il vero cambiamento, quindi, riguarda il modo in cui l’IA sta entrando nella quotidianità del turismo. La Gen Z mostra interesse, i Millennial la utilizzano sempre più concretamente e le recensioni continuano a rappresentare una componente essenziale per orientarsi tra le proposte. Una combinazione destinata a incidere sempre di più sulle modalità con cui vengono progettati i viaggi.