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Curiosità

Temporali in montagna, cosa fare: guida per escursionisti

Published by
Angelo Bianco

Un temporale in montagna può trasformare rapidamente un’escursione in una situazione di pericolo. Fulmini, grandine, vento, pioggia intensa e improvvisi aumenti della portata dei torrenti sono tra i rischi principali. La prevenzione comincia prima della partenza, ma anche riconoscere i primi segnali del peggioramento può fare la differenza.

Temporali in montagna, cosa fare – notizie.com

A richiamare l’attenzione sui temporali estivi è Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vicepresidente di Samaritan International.

Il primo consiglio riguarda proprio la programmazione dell’escursione. Le previsioni vanno consultate prima di partire, prestando particolare attenzione alla possibilità di temporali e alla loro evoluzione nell’arco della giornata.

Prima di partire

Quando i temporali sono previsti soprattutto nelle ore pomeridiane, conviene anticipare la partenza e organizzare il percorso in modo da lasciare per tempo le zone più esposte.

La montagna richiede anche un monitoraggio continuo del cielo e delle condizioni atmosferiche. Nubi temporalesche, vento in aumento, oscuramento improvviso del cielo e primi tuoni sono segnali da prendere immediatamente sul serio. Il temporale va quindi affrontato prima che raggiunga direttamente l’escursionista.

Arrivano i tuoni

Il primo tuono indica che il temporale è già abbastanza vicino da richiedere prudenza. A quel punto bisogna abbandonare cime, creste, selle e altri punti esposti e scendere di quota attraverso un percorso sicuro. Il terreno bagnato può diventare scivoloso e accidentato: la discesa va affrontata senza correre, adattando il passo alle condizioni.

Vanno inoltre evitati gli elementi che possono risultare particolarmente esposti, come alberi isolati, croci di vetta, antenne, pali e altre strutture prominenti. Un albero isolato, in particolare, non rappresenta un riparo adeguato dai fulmini.

La protezione migliore arriva da un edificio chiuso. Anche un’automobile con carrozzeria metallica e finestrini chiusi offre una buona protezione.

Attenzione alle ferrate

Le vie ferrate richiedono una cautela ancora maggiore. In caso di temporale si sommano infatti quota, esposizione e presenza di strutture metalliche.

Se il peggioramento è ancora sufficientemente distante e le condizioni consentono di muoversi in sicurezza, l’indicazione è interrompere l’itinerario e raggiungere una zona meno esposta attraverso una via sicura.

Attenzione alle ferrate – notizie.com

La priorità resta però evitare situazioni che possano provocare una caduta. Non bisogna sganciarsi dai dispositivi di sicurezza quando farlo espone al rischio di precipitare.

La scelta più prudente arriva quindi prima dell’escursione: con una significativa probabilità di temporali è preferibile evitare di iniziare ferrate o percorsi lunghi, impegnativi e particolarmente esposti.

Tenda e ripari

La tenda protegge dalla pioggia, ma non è un rifugio sicuro in caso di fulmini. La stessa cautela vale per tettoie aperte, piccole grotte e semplici sporgenze rocciose. Questi luoghi non garantiscono automaticamente una protezione adeguata.

Nei ripari rocciosi occorre evitare di fermarsi all’imboccatura o di restare a contatto con le pareti. Quando non è possibile raggiungere un riparo adeguato, bisogna cercare una zona più bassa e meno esposta. Durante un temporale non bisogna sdraiarsi a terra. In caso di fulmine, infatti, la corrente può propagarsi anche attraverso il terreno.

Se il fulmine è vicino

Esistono alcuni segnali che possono indicare una scarica imminente nelle vicinanze: capelli che si rizzano, formicolii, ronzii o crepitii. In questa situazione bisogna ridurre al minimo il contatto con il terreno e accovacciarsi mantenendo i piedi vicini.

Se si è in gruppo, è preferibile evitare di rimanere tutti ammassati nello stesso punto. In questo modo si riduce la possibilità che una singola scarica coinvolga contemporaneamente più persone.

Attenzione all’acqua

Nelle precipitazioni intense i fulmini non sono l’unico pericolo. Forti piogge ad esempio, possono provocare aumenti improvvisi della portata dei corsi d’acqua. Per questo bisogna tenersi lontani da torrenti, impluvi, canaloni, laghi e aree soggette ad allagamenti. Anche un corso d’acqua che appare tranquillo può diventare rapidamente pericoloso dopo un forte rovescio.

Attenzione all’acqua – notizie.com

Il terreno bagnato introduce inoltre altri rischi: aumenta la possibilità di scivolare, mentre grandine, vento e riduzione della visibilità possono rendere più difficile individuare il percorso. La velocità dell’escursione va quindi adeguata alle condizioni ambientali.

Quando ripartire

I fulmini possono infatti rappresentare ancora un rischio anche quando il rovescio è terminato. Secondo le indicazioni riportate da Pregliasco, è prudente attendere circa 30 minuti dall’ultimo tuono prima di tornare su cime, creste o altre zone aperte ed esposte.

La regola più importante resta comunque quella della prevenzione: in montagna un temporale può evolvere rapidamente e la decisione più sicura spesso consiste nell’anticipare il rientro, prima che le condizioni diventino critiche.

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Angelo Bianco