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Cronaca

Attentato a Ranucci, Lavitola resta in carcere: cosa non convince gli inquirenti

Published by
Giovanna Sorrentino

Valter Lavitola resta nel carcere di Rebibbia. Il gip di Roma ha respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dalla difesa dopo l’interrogatorio di garanzia nel quale l’ex editore dell’Avanti! ha ammesso di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci.

Attentato a Ranucci, Lavitola resta in carcere: cosa non convince gli inquirenti
(Ansa Foto) – notizie.com

Per il giudice persistono il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga, e la confessione resa dall’indagato è stata valutata come incompleta. Anche la Procura aveva espresso parere contrario all’attenuazione della misura cautelare. Il difensore Sergio Cola ha già annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame contro la decisione.

“Avevo chiesto degli spari”

Durante l’interrogatorio l’imprenditore avrebbe raccontato di non aver commissionato un attentato dinamitardo fuori casa del giornalista a Pomezia, ma un’azione dimostrativa con modalità differenti.  La sua richiesta sarebbe stata quella di sparare “quattro o cinque colpi di pistola verso il muro” della casa. Il gruppo incaricato dell’azione utilizzò invece un ordigno rudimentale che danneggiò le automobili del giornalista.

Dopo avere appreso dell’esplosione, Lavitola avrebbe comunque considerato l’azione coerente con la finalità dimostrativa che, secondo la sua versione, aveva immaginato.

I dubbi degli inquirenti

Secondo gli investigatori, le persone individuate per compiere l’attentato disponevano di almeno due canali per procurarsi esplosivi. Proprio questo elemento alimenta i dubbi degli inquirenti sulla versione dei “semplici” colpi di pistola: la scelta del gruppo operativo, nella lettura di chi indaga, sembra più legata alle capacità di reperire materiale esplosivo.

I dubbi degli inquirenti (Ansa Foto) – notizie.com

Lavitola avrebbe inoltre riferito che Ranucci “potrebbe aver sospettato” un suo coinvolgimento, ma la Procura, dal momento, evita conferme su questo passaggio. Ricordiamo che Lavitola avrebbe commissionato l’attentato per alzare il livello di protezione del conduttore di Report, che riteneva troppo esposto a minacce.

Cellulare e computer sotto esame

Gli investigatori stanno esaminando cellulari e computer, compresi i device acquisiti durante la perquisizione di luglio e quelli sequestrati al momento dell’arresto. Gli accertamenti tecnici richiederanno alcune settimane.

Dopo questa attività la Procura potrebbe convocare Sigfrido Ranucci come persona informata sui fatti. L’eventuale audizione potrebbe avvenire da settembre in poi e servirebbe ad approfondire gli elementi emersi dalla confessione e dai contenuti recuperati dai dispositivi.

Anche la banda potrebbe parlare

Intanto gli avvocati dei quattro componenti della banda indicata dagli investigatori hanno incontrato i propri assistiti in carcere e potrebbe arrivare una richiesta per nuovi interrogatori.

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Giovanna Sorrentino