Uno degli uomini d’affari più ricchi di Malta avrebbe complottato per uccidere la giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia, pagando 150mila euro a tre sicari per commettere l’omicidio.
È quanto sta emergendo nel corso del processo che vede alla sbarra Yorgen Fenech, 40 anni, erede di un impero immobiliare che comprende l’hotel e casinò Hilton Malta. Fenech deve rispondere dell’omicidio avvenuto nel 2017.
Galizia è morta a seguito dell’esplosione di una bomba piazzata nella sua auto. Editrice di riviste, editorialista e blogger, i suoi reportage su importanti personalità del governo e del mondo degli affari l’avevano resa bersaglio di ripetuti attacchi da parte di politici e dei loro sostenitori. La sua morte violenta ha suscitato indignazione in tutta Europa. Il Parlamento di Bruxelles ha anche istituito un Premio per il giornalismo in ricordo della reporter.
Fenech è stato arrestato sette anni fa. Dopo numerosi rinvii e il suo rilascio su cauzione a febbraio, dopo la scadenza del termine di detenzione previsto dalla legge, il suo processo è iniziato nelle scorse ore presso il Tribunale de La Valletta, capitale di Malta. L’imputato si è dichiarato non colpevole. Fenech è stato incriminato per due capi d’accusa: concorso in omicidio volontario di Caruana Galizia e associazione a delinquere.
L’imprenditore è uno dei sette uomini accusati di essere coinvolti nell’omicidio, ed è l’ultimo a dover affrontare il processo. Cinque dei sette sono stati condannati, mentre uno, Melvin Theuma, ha ottenuto la grazia in cambio della sua testimonianza. “Nove anni dopo l’omicidio di mia madre, l’uomo accusato di esserne stato l’istigatore è comparso in Tribunale“, ha scritto anche Paul Caruana Galizia, uno dei figli della vittima.
L’esplosione della bomba fornita da Cosa Nostra sbriciolò l’auto sulla quale viaggiava Daphne Caruana Galiza il 16 ottobre 2017. Yorgen Fenech all’epoca guidava la holding più importante del Paese ma era anche al centro delle inchieste della giornalista. Arrestato alla fine di novembre 2019, è stato accusato di aver orchestrato l’assassinio della giornalista.
Daphne Caruana Galizia era salita alla ribalta internazionale per la sua partecipazione alla vasta inchiesta dei Panama Papers, dalla quale trovò la pista verso la società 17 Black creata segretamente da Fenech a Dubai, attraverso la quale aveva aperto flussi corruttivi verso membri del governo di Joseph Muscat. Stando all’inchiesta, Fenech aveva anche tentato di riciclare denaro della criminalità organizzata tramite una società di scommesse online aperta in Svezia.
Fu arrestato mentre tentata di lasciare a Malta a bordo di uno degli yacht di famiglia. Il primo dicembre 2019, Joseph Muscat annunciò le sue dimissioni sotto la pressione delle proteste quotidiane, accusato di aver interferito e protetto tramite i suoi collaboratori nell’indagine sull’omicidio della giornalista. L’inchiesta pubblica condotta da tre altissimi magistrati maltesi, il 29 luglio 2021 concluse che “lo Stato di Malta è responsabile della morte di Daphne Caruana Galizia per aver creato un clima di impunità che permise l’omicidio“.