Portata in caserma nel cuore della notte, rilasciata solo dopo l’intervento del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sono ore concitate per la cittadina italiana Nessy Guerra in Egitto.
Bisogna ricordare che Guerra, 27enne originaria di Sanremo e madre di una bambina italo-egiziana di tre anni, è stata condannata in appello in Egitto, nell’ambito di un procedimento per presunto “adulterio”, previsto come reato penale nell’ordinamento egiziano.
La sentenza ha confermato la decisione di primo grado pronunciata il 19 febbraio scorso, a seguito della denuncia presentata dall’ex marito italo-egiziano. Attualmente è in corso una disputa per l’affidamento della bambina. Più volte sui social e sui media tradizionali, Guerra ha lanciato appelli all’Italia. Stanotte le autorità di polizia egiziane hanno sostenuto che la ragione del fermo sarebbe stata un ordine esecutivo, in base al quale il padre della minore Aisha, Tamer Hamouda, avrebbe diritto di vedere la figlia Aisha, senza tuttavia fornire ulteriori elementi.
Dopo l’intervento di Tajani, la donna è rientrata insieme alla figlia di tre anni nella sua abitazione in Egitto. Nessy Guerra era stata prelevata al Cairo e trasferita in una stazione di polizia, dove era poi stata raggiunta per assistenza dall’ambasciatore d’Italia Agostino Palese e dalla console Giulia De Nardis, che da mesi assistono la connazionale e la sua bimba. L’affidamento della minore è punto centrale di una lunga contesa con Hamouda, che a sua volta è stato condannato in Italia per vari reati e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per minacce al console italiano a Hurghada.
“L’ordine della Procura – ha detto Agata Armanetti, legale di Guerra – non può essere eseguito perché non c’è una sentenza che dispone l’affido o la custodia, né il diritto di visita. Quello che noi temiamo è che sia un escamotage per arrestare Nessy e mandarla in carcere. Mi chiedo come si possa permettere che a un pazzo pluripregiudicato possa essere concesso di vedere la figlia e che venga trattata così una donna vittima di violenza. Voglio sapere dove finisce la convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e quando iniziano i diritti delle persone”.
La Farnesina ha confermato che il governo italiano in queste ore sta facendo pressioni con le autorità egiziane al massimo livello per garantire la massima protezione della connazionale e della piccola, soprattutto per evitare nuovi episodi di violenza o minacce da parte del marito.
Il caso della cittadina italiana in Egitto è stato affrontato in queste ore anche in Parlamento.
“Per la libertà personale e per la tutela della sicurezza di una cittadina italiana e della sua bambina – ha afermato la vicepresidente del gruppo del Partito democratico alla Camera, Valentina Ghio – chiediamo al Ministro degli Esteri di attivarsi immediatamente senza perdere un solo attimo e riferire al Parlamento, cercando di scongiurare l’esecuzione della pena e consentire il rientro in Italia di Nessy Guerra e di sua figlia. L’appello lo rivolgiamo anche alla premier Giorgia Meloni affinché segua personalmente la vicenda e promuova ogni iniziativa politica e diplomatica ai massimi livelli istituzionali”.