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Cronaca

Papa Leone XVI in arrivo a Lampedusa, sei organizzazioni rompono il silenzio alla vigilia: “Guardate oltre la costa, l’inferno inizia in Libia”

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Francesco Ferrigno

Papa Leone XIV visiterà Lampedusa il 4 luglio in occasione di una Visita pastorale. Sei organizzazioni si sono unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione attuale della rotta migratoria, la sera prima delle cerimonie ufficiali.

L’evento si concentrerà sui reportage di Ragazzi Baye Fall e Refugees in Libya, entrambe iniziative autogestite fondate da persone che hanno vissuto in prima persona lo sfollamento e le violenze e repressioni ad esso connesse.

Papa Leone XVI in arrivo a Lampedusa, sei organizzazioni rompono il silenzio alla vigilia: “Guardate oltre la costa, l’inferno inizia in Libia” (RESQSHIP FOTO) – Notizie.com

L’obiettivo di Ragazzi Baye Fall, Refugees in Libya, Mediterranean Hope – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei), Maldusa, Resqship e Sea-Watch è di porre all’ordine del giorno la cruda realtà del regime di frontiera. Attingendo alle proprie esperienze di fuga e alla solidarietà quotidiana sul campo con le persone in arrivo, i relatori denunceranno le continue ingiustizie sistemiche che spesso vengono ignorate.

Gli interlocutori illustreranno i recenti sviluppi al molo di arrivo, Molo Favaloro, a seguito dell’entrata in vigore del Nuovo Patto dell’Unione europea su migrazione e asilo (Ceas). Dal 2021, Refugees in Libya si impegna a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione dei migranti del Paese nordafricano. In un primo intervento, Naeima Yaqoub, co-fondatrice e presidente dell’organizzazione, parlerà delle gravi violenze e degli abusi estremi che i rifugiati subiscono in Libia.

“Per molte persone, il confine non inizia a Lampedusa, ma in Libia”

“A Papa Leone XIV, ai media e alla società civile di Lampedusa: vi chiediamo di guardare oltre la costa.- ha detto Yaqoub – Per molte persone, il confine non inizia a Lampedusa, ma in Libia, nella detenzione, nella paura, negli intercettamenti in mare e negli accordi che trasformano la violenza in gestione dei flussi migratori. Parliamo con i sopravvissuti e per coloro che sono stati messi a tacere. Accogliamo con favore ogni gesto di compassione, ma la compassione deve trasformarsi in responsabilità. L’Europa deve scegliere la protezione, la dignità e la vita, non il contenimento”.

Successivamente prenderà la parola Seck Baye Fall, coordinatore di Ragazzi Baye Fall a Lampedusa. Si tratta di un’iniziativa autogestita della diaspora senegalese e gambiana che si batte attivamente per i diritti dei cosiddetti “conducenti di barche”, ovvero coloro che si trovano a navigare in mare e che vengono criminalizzati e perseguitati con il pretesto di leggi contro il traffico marittimo.

“Per molte persone, il confine non inizia a Lampedusa, ma in Libia” (RESQSHIP FOTO) – Notizie.com

In un terzo intervento, i rappresentanti di Maldusa e Mediterranean Hope-Fcei si concentreranno sull’attuazione delle procedure di frontiera accelerate e sugli effetti del nuovo patto attualmente in fase di implementazione, sullo sfondo della crescente esternalizzazione e militarizzazione del controllo migratorio.

Resqship, infine, opera nel Mediterraneo centrale dal 2019 per richiamare l’attenzione sulla precaria situazione delle persone in fuga dalle proprie case e per documentare le violazioni dei diritti umani. In caso di emergenza, gli equipaggi forniscono supporto nelle operazioni di evacuazione, adempiendo così al loro dovere marittimo di assistenza. Dal 2021, gli equipaggi della Nadir hanno assistito oltre 14mila persone in difficoltà in mare.

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Francesco Ferrigno