Terremoto, si scava a mani nude nel Venezuela già devastato dalla crisi economica e politica: si cercano oltre 40mila dispersi

È salito a 235 il bilancio delle vittime dei potenti terremoti che hanno colpito ieri il Venezuela. I feriti sono più di 4.300, i dispersi oltre 40mila.

A La Guaira, una delle località devastate dalle scosse, si scava a mani nude. Le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: non hanno i macchinari necessari per smuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora sotto i calcinacci.

Terremoto, in Venezuela si scava a mani nude alla ricerca dei dispersi
Terremoto, si scava a mani nude nel Venezuela già devastato dalla crisi economica e politica: si cercano oltre 40mila dispersi (ANSA FOTO) – Notizie.com

A denunciarlo tanti parenti delle persone intrappolate sotto le case crollate. In tanti hanno preso l’iniziativa, unendosi ai pochi vigili del fuoco e ai volontari, negli sforzi per cercare di smuovere le montagne di calcinacci anche a mani nude. Molti di loro, per tutto il giorno, hanno parlato continuamente con i loro cari intrappolati per tenerli coscienti. Però, man mano che sono passate le ore, le voci si sono fatte sempre più flebili, sino a sparire.

Si prevede che il numero di morti e feriti aumenterà, visti i migliaia di dispersi dopo i terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5. Si è trattato del più grande terremoto di oltre un secolo. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha sospeso alcune sanzioni fino al 23 ottobre per consentire transazioni legate agli aiuti umanitari in Venezuela, che altrimenti sarebbero state vietate.

Offerte di aiuti e rifornimenti sono giunte da tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti

Nel frattempo, nelle città del nord del Paese, i residenti in preda al panico si sono riversati nelle strade alla ricerca dei dispersi. I feriti sono stati estratti dalle macerie coperti di polvere e sangue, tra cui bambini e animali. L’aeroporto principale del Paese è stato chiuso a causa dei danni, complicando gli sforzi di soccorso. Offerte di aiuti e rifornimenti sono giunte da tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, che all’inizio dell’anno hanno catturato l’allora presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, con un’operazione militare.

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha assunto l’incarico a gennaio dopo la cattura di Maduro. Da oltre un decennio il Venezuela si trova ad affrontare una crisi economica. La posizione del Venezuela, a cavallo tra le placche sudamericana e caraibica, rende i forti terremoti molto meno frequenti rispetto ad altre zone dell’America Latina. L’Us Geological Survey ha riferito che il primo terremoto, di magnitudo 7.2, ha colpito a ovest di Morón, sulla costa caraibica, a circa 170 chilometri a ovest di Caracas.

@notizie.com_official

🔴 In Venezuela la situazione resta drammatica dopo i due terremoti di forte intensità che hanno colpito il Paese nelle ultime ore. Il bilancio, secondo i media locali come El Diario e le agenzie internazionali, supera le 164 vittime accertate, con quasi mille feriti e oltre 20mila persone ancora disperse. #Terremoto #Terremoti #Venezuela #Giappone #CampiFlegrei

♬ audio originale – Notizie.com

L’epicentro si trovava a una profondità di 22 chilometri. Solo un minuto dopo, l’Usgs ha segnalato un secondo terremoto di magnitudo 7.5, con un epicentro a 10 chilometri di profondità e un epicentro a 16 chilometri a sud-ovest di Morón. La doppia scossa, combinata con i movimenti sismici superficiali, ha amplificato la distruzione. Alcune zone della capitale sono rimaste senza corrente elettrica e senza copertura per i telefoni cellulari.

Le famiglie hanno iniziato ad affiggere volantini con le foto dei propri cari scomparsi, mentre altre hanno condiviso elenchi di nomi scritti a mano nella ricerca dei propri cari. I venezuelani che vivono all’estero hanno faticato a mettersi in contatto con i parenti. Il governo ha chiesto la revoca delle restrizioni sui social media per consentire alle persone di accedere a informazioni potenzialmente salvavita. I venezuelani hanno avuto così accesso a X.

Amnesty International ha lanciato un allarme sui danni per la popolazione

Il sito era stato bloccato da Maduro dall’agosto 2024, nel tentativo di sopprimere lo scambio di informazioni. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha parlato con Rodríguez dopo il terremoto, ha affermato che gli Stati Uniti stavano dispiegando “immediatamente” squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e altra assistenza, pur riconoscendo che la chiusura del principale aeroporto del Venezuela aveva creato problemi logistici.

In seguito ai terremoti del 24 giugno in Venezuela, Amnesty International ha lanciato un allarme sui danni per la popolazione, chiedendo un intervento immediato. La segretaria generale Agnès Callamard ha espresso solidarietà, avvertendo: “Ora c’è il rischio di aggravare ulteriormente una crisi dei diritti umani e un’emergenza umanitaria già gravi e prolungate, di cui il popolo venezuelano soffre da oltre un decennio. Il sistema sanitario del Paese è stato decimato“.